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		<title>Tibet : Tibet, Questione Tibet, questione tibetana, Cina</title>
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		<description>Il tuo primo blog</description>
		<lastBuildDate>Sun, 21 Mar 2010 16:24:58 GMT</lastBuildDate>
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			<title>Tibet : Tibet, Questione Tibet, questione tibetana, Cina</title>
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		<title>Storia: sul potere del Dalai Lama</title>
		<category>Tibet</category>
		<pubDate>2009-06-01T18:29:59Z</pubDate>
		<description>di Zang Yanping&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando il Dalai Lama e la classe dei&lt;br /&gt;proprietari erano al potere in Tibet, il 95 % della popolazione era&lt;br /&gt;costituito da servi feudali, privi di ogni diritto. Potevano essere&lt;br /&gt;venduti come merci. Erano frequentemente insultati e battuti, o erano&lt;br /&gt;sottoposti a punizioni di rara violenza: per esempio si strappavano&lt;br /&gt;loro gli occhi, si tagliavano la lingua e le orecchie, le mani o i&lt;br /&gt;piedi, si strappavano loro i tendini, a meno che non li si annegasse o&lt;br /&gt;non li si lanciasse nel vuoto dall’alto di una roccia. Era vietata ogni&lt;br /&gt;mobilità sociale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per conferire al 14° Dalai Lama una&lt;br /&gt;apparenza di rispettabilità, la sua cricca lo presenta, lui che è il&lt;br /&gt;massimo rappresentante del servaggio feudale a struttura socio-politica&lt;br /&gt;teocratica, come un “rappresentante della democrazia” e pretende che&lt;br /&gt;“la democrazia sia sempre stata il suo ideale” e che egli abbia&lt;br /&gt;“promosso la democrazia tra i Tibetani in esilio”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti sanno che&lt;br /&gt;la società umana attraversa tre stadi di evoluzione: la teocrazia, la&lt;br /&gt;monarchia e i diritti civili. E’ semplicemente ridicolo, se non&lt;br /&gt;bizzarro, descrivere il dalai-lama, questo simbolo vivente della&lt;br /&gt;teocrazia, sotto le spoglie di un “combattente per la democrazia”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che&lt;br /&gt;cosa succedeva veramente in Tibet, prima del 1959, quando era governato&lt;br /&gt;dal Dalai Lama che pretende che la democrazia sia il suo ideale? Prima&lt;br /&gt;del 1959, le terre e gli abitanti del Tibet altro non erano se non i&lt;br /&gt;feudi delle istituzioni del governo, dei monasteri e dei nobili&lt;br /&gt;tibetani locali, vale a dire delle tre principali categorie di&lt;br /&gt;proprietari che sostenevano il servaggio feudale tibetano. Queste tre&lt;br /&gt;principali categorie di proprietari, che costituivano meno del 5 per&lt;br /&gt;cento della popolazione totale del Tibet, possedevano la quasi totalità&lt;br /&gt;delle terre arabili, delle praterie, delle foreste, delle montagne, dei&lt;br /&gt;corsi d’acqua e del bestiame. Essi erano non solo autorizzati a&lt;br /&gt;sfruttare i servi in modo vampiresco, ma esercitavano un vero e proprio&lt;br /&gt;dominio sulle loro persone. I servi e gli schiavi, che rappresentavano&lt;br /&gt;il 95% della popolazione del Tibet, non disponevano di alcun diritto&lt;br /&gt;fondamentale dell’uomo e erano privi di ogni libertà. Fin dalla&lt;br /&gt;nascita, i servi appartenevano a un proprietario. La loro esistenza, la&lt;br /&gt;loro morte e il loro matrimonio erano nella assoluta disponibilità del&lt;br /&gt;loro padrone. Trattati come delle bestie, i servi potevano essere&lt;br /&gt;venduti, acquistati, trasferiti, offerti come dote, regalati ad altri&lt;br /&gt;proprietari di servi, utilizzati per liquidare un debito o scambiati&lt;br /&gt;con altri servi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per proteggere i loro interessi, i proprietari&lt;br /&gt;feudali di servi mantenevano un sistema sociale gerarchizzato e&lt;br /&gt;stretto, mentre esercitavano un potere crudele. Il tredicesimo e&lt;br /&gt;sedicesimo codice, che sono stati utilizzati fino alla fine degli anni&lt;br /&gt;1950, stabilivano con chiarezza il prezzo della vita delle diverse&lt;br /&gt;categorie sociali, da quelle tanto a buon mercato come una fune di&lt;br /&gt;paglia, ad altre più care dell’oro. I governi locali erano dotate di&lt;br /&gt;corti di giustizia e di prigioni e i grandi monasteri, come anche i&lt;br /&gt;nobili, avevano le loro proprie prigioni. Sotto questa crudele&lt;br /&gt;dittatura, i servi che osavano ribellarsi erano perseguitati a&lt;br /&gt;discrezione dei loro signori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Erano frequentemente insultati e&lt;br /&gt;picchiati o sottoposti a punizioni di rara violenza: per esempio, si&lt;br /&gt;strappavano loro gli occhi, si tagliava la lingua o le orecchie, le&lt;br /&gt;mani o i piedi, si strappavano loro i tendini, a meno che non li si&lt;br /&gt;annegasse o li si precipitasse nel vuoto dall’alto di una roccia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I&lt;br /&gt;tre principali ordini di proprietari obbligavano i servi ad assicurare&lt;br /&gt;loro ogni sorta di servizio ed a pagare un canone, e li sfruttavano con&lt;br /&gt;la pratica dell’usura. I servi non dovevano solo assicurare ogni sorta&lt;br /&gt;di servigio alle diverse istituzioni dei governi locali, ai funzionari&lt;br /&gt;e all’esercito, ma dovevano anche lavorare senza il minimo salario al&lt;br /&gt;raccolto ed all’allevamento del bestiame a profitto dei signori, allo&lt;br /&gt;stesso tempo pagando diverse tasse. Alcuni di loro dovevano allo stesso&lt;br /&gt;modo sdebitarsi con tasse e corvée a profitto dei monasteri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcune&lt;br /&gt;statistiche hanno dimostrato che le tasse imposte dai governi locali&lt;br /&gt;del Tibet erano classificate in più di 200 categorie e che le corvée&lt;br /&gt;svolte dai servi al servizio dei tre principali ordini di proprietari&lt;br /&gt;rappresentavano più del 50% del loro lavoro, addirittura tra il 70 e&lt;br /&gt;l’80 per cento in certi luoghi. Prima della riforma democratica,&lt;br /&gt;l’ammontare totale dell’usura in Tibet era due volte più elevata di&lt;br /&gt;quello della produzione totale dei servi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I tre principali ordini di&lt;br /&gt;proprietari che governavano il Tibet antico vivevano principalmente in&lt;br /&gt;agglomerati o in città come Lhasa. Essi erano strettamente legati da&lt;br /&gt;interessi comuni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I loro membri – i funzionari, i nobili ed i monaci&lt;br /&gt;superiori dei monasteri – cambiavano talvolta di ruolo per costituire&lt;br /&gt;delle cricche dirigenti potenti o per combinare dei matrimoni&lt;br /&gt;all’interno di clan dello stesso rango sociale, con l’obiettivo di&lt;br /&gt;consolidare le loro alleanze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Osservavano strettamente la regola che&lt;br /&gt;le persone di rango elevato e quelle di bassa estrazione dovevano&lt;br /&gt;essere trattate diversamente, ciò che, sia sul piano etico che nella&lt;br /&gt;realtà, consolidava gli interessi e i privilegi dei proprietari dei&lt;br /&gt;servi. I discendenti dei nobili restavano nobili per sempre ma i servi,&lt;br /&gt;che costituivano la maggior parte della popolazione tibetana, non&lt;br /&gt;potevano mai strapparsi dalla loro miserabile condizione politica,&lt;br /&gt;economica e sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’elevato grado di concentrazione del potere e&lt;br /&gt;l’assenza di ogni mobilità sociale hanno prodotto corruzione e&lt;br /&gt;degenerazione della classe dirigente, così come la stagnazione e la&lt;br /&gt;decadenza dell’insieme del sistema sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“L’integrazione della&lt;br /&gt;politica e della religione” costituiva il fondamento del servaggio&lt;br /&gt;feudale in Tibet. In un tale sistema la religione non era solo una&lt;br /&gt;credenza spirituale, ma anche una entità politica ed economica.&lt;br /&gt;L’oppressione e lo sfruttamento vigevano anche nei monasteri, che&lt;br /&gt;godevano anch’essi di privilegi feudali. Il dispotismo culturale che&lt;br /&gt;regnava in questa struttura socio-politica teocratica non consentiva al&lt;br /&gt;popolo alcuna scelta di credenza religiosa , così come non consentiva&lt;br /&gt;alcuna libertà religiosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ai servi non era riconosciuto alcun&lt;br /&gt;diritto dell’uomo, nemmeno i più elementari, e vivevano in una estrema&lt;br /&gt;indigenza. Un decimo dei ragazzi del Tibet entravano in monastero e si&lt;br /&gt;facevano monaci. In questo modo non erano più tenuti né alla produzione&lt;br /&gt;materiale né alla riproduzione umana, e questo portò ad una depressione&lt;br /&gt;economica così come al declino della popolazione del Tibet. Con questo&lt;br /&gt;asservimento spirituale e la promessa della beatitudine in una vita&lt;br /&gt;ulteriore, il gruppo privilegiato dei monaci e dei nobili privavano i&lt;br /&gt;servi non solo della loro libertà fisica, ma anche di quella spirituale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il&lt;br /&gt;dalai-lama, all’epoca principale rappresentante del servaggio feudale&lt;br /&gt;tibetano e capo del governo locale tibetano, non si è mai preoccupato&lt;br /&gt;di “democrazia” o di “diritti dell’uomo”. Infatti è stato proprio per&lt;br /&gt;il timore della riforma democratica che il 14° dalai-lama e la cricca&lt;br /&gt;al potere scatenarono una ribellione armata nel 1959 e guadagnarono&lt;br /&gt;l’esilio dopo il suo fallimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo essere fuggita all’estero, la&lt;br /&gt;cricca del dalai-lama mantenne sempre il quadro politico di fondo della&lt;br /&gt;integrazione tra politica e religione. Secondo ciò che essi chiamano la&lt;br /&gt;“costituzione “ tibetana, il dalai-lama, come massima autorità&lt;br /&gt;religiosa, esercita non solo le funzioni di “capo di Stato”, ma riserva&lt;br /&gt;a sé il potere decisionale finale in tutte le questioni più importanti&lt;br /&gt;che devono essere prese dal suo “governo in esilio”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un fenomeno&lt;br /&gt;interessante, qui, è che i fratelli e le sorelle del 14° dalai-lama&lt;br /&gt;hanno successivamente occupato dei posti-chiave in questo “governo in&lt;br /&gt;esilio” diretto dal fratello, assumendo anche l’incarico di ministeri&lt;br /&gt;importanti. Cinque membri della famiglia del dalai-lama sono stati&lt;br /&gt;“bkha’ blon superiore” o “bkha’ blon” (altissimi funzionari dei governi&lt;br /&gt;locali tibetani del vecchio regime). La famiglia del dalai-lama e&lt;br /&gt;diverse altre famiglie controllano il potere politico, economico,&lt;br /&gt;educativo e militare del “governo in esilio”, come anche i suoi&lt;br /&gt;principali circuiti finanziari. Sembra che, in questi ultimi anni, si&lt;br /&gt;siano messi a seguire gli esempi occidentali organizzando delle&lt;br /&gt;“elezioni democratiche” e adottando la “separazione dei poteri”, ma di&lt;br /&gt;fatto il dalai-lama ha sempre la garanzia dell’ultimo potere&lt;br /&gt;decisionale, il suo “governo in esilio” resta sempre strettamente&lt;br /&gt;legato alla religione, e la funzione di “bkha’blon superiore” non può&lt;br /&gt;ancora essere esercitata se non da monaci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poco importa dunque il&lt;br /&gt;modo in cui la cricca del dalai-lama si para di ornamenti democratici&lt;br /&gt;perché essa costituisce, di fatto, ancora una struttura politica&lt;br /&gt;teocratica ed una coalizione di monaci di rango superiore e di nobili.&lt;br /&gt;Sarebbe veramente possibile una “democrazia” sotto il potere di una&lt;br /&gt;struttura politica teocratica e di una alleanza di nobili e monaci? Il&lt;br /&gt;Tibet ed altri elementi della comunità tibetana in Cina hanno così&lt;br /&gt;realizzato da lungo tempo la separazione tra politica e religione,&lt;br /&gt;hanno compiuto delle riforme democratiche e varato dei governi&lt;br /&gt;regionali autonomi e sono oggi impegnati nella costruzione politica e&lt;br /&gt;democratica del socialismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In contrasto con una tale realtà, il&lt;br /&gt;discorso falso sulla democrazia che ci propinano il dalai-lama e i suoi&lt;br /&gt;partigiani internazionali non è che un ornamento a buon mercato che&lt;br /&gt;esibiscono per abusare del credito del pubblico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Xinhua News Agency&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(China Daily, 14 novembre 2007, p.10) &lt;br /&gt;</description>
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		<title>E' forse il Dalai Lama paragonabile al papa dei buddisti?</title>
		<category>Tibet</category>
		<pubDate>2009-06-01T18:28:32Z</pubDate>
		<description>di Massimiliano Ay&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La quasi venerazione del Dalai Lama che predica pace ed armonia sta toccando livelli deleteri anche a sinistra. Qualcuno lo definisce addirittura il pontefice dei buddisti e come tale dovrebbe godere di rispetto per la sua importanza religiosa. Ma siamo sicuri che le cose stiano così?&lt;br /&gt;Il 6% della popolazione mondiale è buddista. Il Dalai Lama ne rappresenta in realtà una parte iper-minoritaria, circa un sessantesimo: egli infatti non è riconosciuto dai buddisti zen giapponesi, dai buddisti thailandesi e dai buddisti cinesi. Nel Tibet stesso il Dalai Lama però ha un problema di rappresentatività: dei quattro riti presenti, lui appartiene unicamente a quelli dei cosiddetti &amp;quot;berretti gialli&amp;quot; (&amp;quot;gelugpa&amp;quot;). Ecco quindi che questo strano santone non ha poi così tanti adepti religiosi, eppure ha una marea di seguaci politici. Già, perché la sua attività principale è politica non è spirituale come si vuole far credere. E la politica non è mai neutrale e non sempre è basata sugli ideali, ma a volte è retta da affari loschi e interessi geopolitici più grandi di noi.&lt;br /&gt;Ebbene, il profeta nella pace e della nonviolenza, che ha sempre pronto un messaggio contro la Cina ma che si guarda bene dal condannare le malefatte USA, ha scelto da che parte stare. E ha scelto quello della reazione servendo gli interessi dell&#039;imperialismo. Fino al 1980 il Dalai Lama ripeterà che lui non dipende da nessuno. Poi, per un brutto scherzo del destino un documento segreto della CIA viene pubblicato: dal 1959 al 1972 il santone aveva ricevuto qualcosa come 180&#039;000 dollari all&#039;anno come stipendio. A questi si aggiunge la bella cifra di 1,7 milioni di dollari, sempre all&#039;anno, per mantenere in piedi la rete internazionale di solidarietà con il Tibet.&lt;br /&gt;Lo stesso montante è stato versato da una ONG americana, la NED, creata appositamente dal Congresso USA. Ma i soldi da soli non bastano alla causa: suo fratello Gyalo Thondrup, anche lui noto esponente dello spirito santo e della nonviolenza, si occupò di addestrare in Arizona dei fanatici buddisti alla lotta armata di stampo terroristico. Di questi mercenari gli USA si servirono per organizzare rivolte anti-cinesi già negli anni &#039;50. Stando poi al Modern War Studies dell&#039;Università del Cansas (2002) il Dalai Lama chiedeva che gli USA invadessero il Tibet militarmete in funzione anti-comunista come avvenuto in Corea. Che dire? proprio un sant&#039;uomo!&lt;br /&gt;Massimiliano Ay&lt;br /&gt;</description>
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		<title>La questione tibetana</title>
		<category>Tibet</category>
		<pubDate>2009-03-22T11:28:24Z</pubDate>
		<description>&lt;div class=&quot;note_header&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;note_title_share clearfix&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;note_title&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;La questione tibetana di Andrea Parti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;share_and_hide clearfix&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title=&quot;Invia ai tuoi amici o pubblica nel tuo profilo.&quot; onclick=&quot;return wait_for_load(this, event, function() { return share_internal_config(&quot;s=4&amp;appid=2347471856&amp;p[]=1254600763&amp;p[]=74325476257&quot;); });&quot;&gt;Condividi&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;byline&quot;&gt;&lt;br /&gt;Ieri alle 22.49&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;su esserecomunisti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La discussione emersa dal Comitato Politico Nazionale di Rifondazione&lt;br /&gt;Comunista dello scorso settembre apre lo spiraglio per una nuova&lt;br /&gt;lettura della politica estera. Una lettura non residuale e che rifugge&lt;br /&gt;alla subalternità di quanto espresso sui principali mezzi di&lt;br /&gt;comunicazione occidentali. Tra i tanti fatti che meritano di essere&lt;br /&gt;approfonditi e che possono esprimere un giudizio qualitativo sullo&lt;br /&gt;stato di salute - da un lato della sinistra nei confronti del rapporto&lt;br /&gt;con la realtà, dall&#039;altro sulla necessità da parte del nostro partito&lt;br /&gt;di produrre analisi e interpretazioni della stessa - vi è sicuramente&lt;br /&gt;quello della questione tibetana, tornato in auge con l&#039;incedere delle&lt;br /&gt;Olimpiadi di Pechino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cenni storici&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La storia del Tibet ha origini incerte, forse risalenti alle tribù&lt;br /&gt;nomadi guerriere Qiang, attestate nella zona nel secondo secolo AC.&lt;br /&gt;Quello che risulta palese è invece il fatto che quello che può essere&lt;br /&gt;definito come “popolo tibetano” sia in realtà la congiunzione di&lt;br /&gt;diverse popolazioni provenienti da Ovest (Asia Centrale), Sud-Ovest&lt;br /&gt;(Valle dell&#039;Indo), Sud-Est (territori delle foreste birmane), Est&lt;br /&gt;(Valle dello Yangzi) e da Nord (Valle del Fiume Giallo). Questa&lt;br /&gt;diversità è visibile ancora oggi: da una valle all&#039;altra,&lt;br /&gt;l&#039;architettura delle case, i vestiti e la lingua sono talvolta&lt;br /&gt;differenti. Prima dell&#039;arrivo del Buddismo in Tibet (VI secolo DC),&lt;br /&gt;l&#039;altopiano fu solcato da credenze e culture variegate di tipo&lt;br /&gt;animistico. Il più rilevante tra i culti praticati in questo periodo&lt;br /&gt;sembra provenire dall&#039;Asia centrale: il Bon. Fino al VII secolo DC non&lt;br /&gt;risulta presenza di un popolo compatto politicamente. In questo periodo&lt;br /&gt;numerose parti della regione furono unificate dal re Songstan Gampo con&lt;br /&gt;lo scopo di attaccare il suo potente vicino: la Cina dei Tang. Il&lt;br /&gt;conflitto terminò con un&#039;alleanza: i cinesi respinsero i tibetani e&lt;br /&gt;l&#039;imperatore Tang offrì sua figlia in sposa a Gampo. Questa alleanza&lt;br /&gt;permise al buddismo (scuola cinese del JingTu) di entrare alla corte&lt;br /&gt;reale dove vi restò confinato per qualche secolo. Nel IX secolo la&lt;br /&gt;dinastia che guidò il regno si sfaldò e precipitò il paese&lt;br /&gt;nell&#039;instabilità politica. In questo periodo, nell&#039;XI secolo, il Nord&lt;br /&gt;dell&#039;India fu assalito da ondate musulmane; in quell&#039;area si trovavano&lt;br /&gt;le più importanti scuole del Tantrismo (o Vajarayana, formatosi in&lt;br /&gt;India verso il VI secolo). Sotto l&#039;assalto, i maestri tantrici&lt;br /&gt;ripararono nell&#039;Hymalaya, in un Tibet senza fede ne legge. In questa&lt;br /&gt;fase il buddismo tantrico conobbe un&#039;autentica esplosione, le comunità&lt;br /&gt;aumentarono rapidamente di numero e si divisero a loro volta in&lt;br /&gt;numerose sottoentità, le cui ultime nate (nel XIV secolo) sono le più&lt;br /&gt;note: i Berretti Gialli. Le popolazioni tibetane, finora sottoposte ai&lt;br /&gt;signori e alle rivalità tra le grandi famiglie della nobiltà, si&lt;br /&gt;convertirono in massa al buddismo e si misero al servizio delle&lt;br /&gt;comunità tantriche: la struttura ecclesiastica di quella dottrina portò&lt;br /&gt;loro sicurezza e stabilità. In questo modo il buddismo permise di&lt;br /&gt;instaurare nel Tibet una società feudale. Il potere era diviso tra la&lt;br /&gt;nobiltà tibetana e le comunità buddiste, con più del 90% della&lt;br /&gt;popolazione posto in regime di servitù. L&#039;arrivo dei Mongoli nel XIII&lt;br /&gt;secolo fece del Tibet un annesso del loro impero cinese. L&#039;imperatore&lt;br /&gt;Kublai Kanh entrò in contatto con l&#039;abate di Sakya (Tibet meridionale,&lt;br /&gt;setta dei Berretti Rossi) che fu nominato Grande Lama (un&#039;autorità che&lt;br /&gt;avrebbe dovuto presiedere tutti gli altri Lama, una sorta di papa) a&lt;br /&gt;cui fu affidato il potere di sovranità temporale sul Tibet. Nel 1578&lt;br /&gt;l&#039;imperatore mongolo della Cina, Altan Khan inviò un esercito in Tibet&lt;br /&gt;per sostenere il Grande Lama Sonam Gyatso, un ambizioso venticinquenne&lt;br /&gt;a cui fu conferito il titolo di Dalai (Oceano) Lama, signore di tutto&lt;br /&gt;il Tibet. Il primo Dalai Lama della storia fu dunque investito della&lt;br /&gt;propria carica da un esercito cinese. Per elevare la sua autorità oltre&lt;br /&gt;la sfida mondana, temporale, Sonam Gyatso confiscò monasteri che non&lt;br /&gt;appartenevano alla sua setta, e si crede abbia distrutto scritti&lt;br /&gt;buddisti contrastanti con la sua pretesa di divinità. A causa di lotte&lt;br /&gt;intestine l&#039;esercito Mongolo tornerà più volte ad intervenire in Tibet,&lt;br /&gt;ristabilendo ogni volta al potere il Dalai Lama e le sue successive&lt;br /&gt;“reincarnazioni”. Col passare degli anni il feudo condivise il declino&lt;br /&gt;della potenza mongola, sua protettrice, e si trovò in balia del&lt;br /&gt;limitrofo impero cinese dei Manciù che lo conquistò nel 1721. Nel 1751&lt;br /&gt;divenne una delle 18 province del “Celeste Impero” sotto forma di&lt;br /&gt;dipendenza autonoma. Nel 1904 la Gran Bretagna inviò un contingente di&lt;br /&gt;forze indiane, al comando di Sir Francis Younghusband, per sanare una&lt;br /&gt;controversia confinaria con le colonie inglesi che di fatto portò&lt;br /&gt;all&#039;occupazione militare del Tibet, territorio che aveva anche destato&lt;br /&gt;l&#039;interesse&lt;br /&gt;dello Zar di Russia. Una volta occupata la regione, gli inglesi&lt;br /&gt;cercarono di stabilire rapporti con l&#039;aristocrazia schiavista e&lt;br /&gt;monastica che in precedenza la controllava. Nel 1910 i Manciù cercarono&lt;br /&gt;di ristabilire il controllo territoriale sul Tibet. Dopo lo scoppio&lt;br /&gt;della rivoluzione in Cina del 1911, il Dalai Lama a fuggì in India&lt;br /&gt;dagli inglesi. Gli inglesi intervennero nuovamente e occuparono Lhasa&lt;br /&gt;nel 1912. Al suo ritorno, il XIII Dalai Lama promise di modernizzare il&lt;br /&gt;Tibet nel rispetto della tradizione religiosa, ma la società rimase&lt;br /&gt;sostanzialmente quella feudale di sempre. I britannici cercarono,&lt;br /&gt;nell’ottica dell&#039;indebolimento, di tentare di attribuire uno status&lt;br /&gt;internazionale alle autorità tibetane, invitandole nel 1913 alla&lt;br /&gt;conferenza di Simla, dove, nonostante le proteste della delegazione&lt;br /&gt;cinese, si fecero cedere i territori che tuttora sono contestati con&lt;br /&gt;l&#039;India. Nessun governo della Cina accettò mai l&#039;esito di quella&lt;br /&gt;conferenza, il paese conservò la sua integrità territoriale che più&lt;br /&gt;tardi fu confermata dalle Nazioni Unite. I Lama continuarono a&lt;br /&gt;governare la regione con la legittimazione del regime reazionario del&lt;br /&gt;Kuomintang, la cui autorità politica fu riconosciuta anche per&lt;br /&gt;ratificare la scelta dell’attuale Dalai Lama e Lama Panchen. Quando il&lt;br /&gt;giovane Dalai Lama fu investito della sua carica a Lhasa, ciò avvenne&lt;br /&gt;con una scorta armata di truppe di Chiang Kaishek e di un ministro&lt;br /&gt;cinese in carica, in conformità con una tradizione secolare. A conferma&lt;br /&gt;di questa interpretazione dei fatti, che altrove ho visto riportati in&lt;br /&gt;modo distorto con palesi finalità ideologiche (ndr), basti pensare che&lt;br /&gt;durante la seconda guerra mondiale le truppe alleate chiedevano&lt;br /&gt;regolarmente a Chiang Kaishek il permesso di sorvolo sul Tibet.&lt;br /&gt;L’isolamento territoriale rispetto al centro e le difficoltà che la&lt;br /&gt;Cina attraversò durante le due guerre mondiali fecero si che la regione&lt;br /&gt;tibetana ebbe un coinvolgimento ridotto nelle questioni nazionali. Nel&lt;br /&gt;1950, con la fine della guerra civile e la proclamazione nel 1949 della&lt;br /&gt;Repubblica Popolare Cinese, le truppe di Mao Tse Tung completarono in&lt;br /&gt;Tibet il controllo sul territorio nazionale. Nel 1951 fu raggiunto un&lt;br /&gt;accordo con il Dalai Lama per la concessione di un regime di autonomia.&lt;br /&gt;Questo accordo conferiva alla Cina il controllo militare e il diritto&lt;br /&gt;esclusivo di condurre le relazioni estere; si rilasciava anche ai&lt;br /&gt;cinesi un ruolo diretto nell’amministrazione interna “per promuovere le&lt;br /&gt;riforme sociali”. Tra le prime riforme varate ci fu anche quella che&lt;br /&gt;riduceva i tassi di interesse, fino a quel punto non molto dissimili a&lt;br /&gt;vera e propria usura, e fu varata per la prima volta nella storia della&lt;br /&gt;regione tibetana, la costruzione di ospedali e strade secondo canoni&lt;br /&gt;moderni. Mao e i suoi quadri non intendevano semplicemente occupare la&lt;br /&gt;regione, desideravano altresì la collaborazione del Dalai Lama per&lt;br /&gt;trasformare l’economia feudale del Tibet in conformità con gli&lt;br /&gt;obiettivi socialisti. Nell’importante saggio Feudalesimo amichevole: il&lt;br /&gt;mito del Tibet del giornalista americano Michael Parenti emerge che:&lt;br /&gt;“Perfino Melvyn Goldstein, che è solidale con il Dalai Lama e con la&lt;br /&gt;causa dell’indipendenza tibetana, ha ammesso che ?contrariamente&lt;br /&gt;all’opinione corrente in occidente? i cinesi ?perseguivano una politica&lt;br /&gt;moderata. Avevano cura di mostrare rispetto per la cultura e le&lt;br /&gt;religioni tibetane? e ?permettevano ai vecchi sistemi monastico e&lt;br /&gt;feudali di continuare immutati. Fra il 1951 e il 1959, non solo non&lt;br /&gt;venne confiscata alcuna proprietà aristocratica o monastica, ma venne&lt;br /&gt;permesso ai signori feudali di esercitare una continua autorità&lt;br /&gt;giudiziaria nei confronti dei contadini a loro vincolati&lt;br /&gt;ereditariamente?. Nel 1956-57 bande armate tibetane tesero un’imboscata&lt;br /&gt;ad un convoglio dell’Esercito di Liberazione del Popolo cinese. Tale&lt;br /&gt;sommossa ricevette indirizzo e sostegno materiale dalla CIA che, su&lt;br /&gt;iniziativa del governo statunitense, permise di fornire agli insorti&lt;br /&gt;armi, provviste e addestramento militare per le unità di combattimento.&lt;br /&gt;Nel 1958 oltre 30 tibetani, nella massima segretezza, iniziarono il&lt;br /&gt;loro addestramento nella base USA di Camp Dale in Colorado. A data&lt;br /&gt;odierna, in quel campo, risultano esserne stati addestrati 300. Nel&lt;br /&gt;luglio 1959 la CIA iniziò concretamente il rifornimento aereo di armi,&lt;br /&gt;munizioni e soldati addestrati che arrivarono in Tibet grazie ai C-130.&lt;br /&gt;Risulta così che dal 1957 al 1960 siano stati trasferite verso la&lt;br /&gt;regione oltre 400 tonnellate di merce. In una delle operazioni&lt;br /&gt;diversive condotte dai guerriglieri rimase ucciso il comandante del&lt;br /&gt;distretto occidentale del Tibet. Fu così che i servizi segreti&lt;br /&gt;americani si impossessarono di importanti informazioni sulla situazione&lt;br /&gt;interna cinese, sulla consistenza militare, sul programma nucleare, sui&lt;br /&gt;rapporti tra Mosca e Pechino. Da ormai qualche anno, è noto il fatto&lt;br /&gt;che fu proprio la CIA a impiantare basi di sostegno militare in Nepal,&lt;br /&gt;compiendo numerosi ponti aerei per le operazioni di guerriglia condotte&lt;br /&gt;all’interno del Tibet. Durante la rivolta la “Società Americana per&lt;br /&gt;un’Asia Libera” propagò in modo dispiegato la causa indipendentista.&lt;br /&gt;Thubtan Norbu, fratello maggiore del Dalai Lama, giocò un ruolo di&lt;br /&gt;primo piano all’interno di questo gruppo. Molti dei commando e agenti&lt;br /&gt;che furono paracadutati dalla CIA in Tibet erano capi di clan&lt;br /&gt;aristocratici. Secondo una relazione degli stessi servizi segreti&lt;br /&gt;americani, il 90% di questa truppa non era conosciuto da nessuno&lt;br /&gt;all’interno del paese. Vista l’evidente natura morfologica del&lt;br /&gt;territorio, la ridotta guarnigione dell’Esercito di Liberazione del&lt;br /&gt;Popolo cinese non sarebbe mai stata in grado di catturare costoro, come&lt;br /&gt;poi fece, senza un appoggio diretto da parte della stessa popolazione&lt;br /&gt;tibetana. Ciò dimostra che su un piano effettivo la reazione al governo&lt;br /&gt;comunista abbia avuto una base molto ristretta all’interno della&lt;br /&gt;regione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’inizio degli anni ’60 le spese dell’intelligence americana&lt;br /&gt;ammontavano a 1,7 milioni di dollari annui, di cui 500000 destinati al&lt;br /&gt;mantenimento di 2100 ribelli nelle basi nepalesi e 180000 destinati&lt;br /&gt;alle “necessità personali” del Dalai Lama, nel frattempo fuggito in&lt;br /&gt;India. La fuga del Dalai Lama ebbe un prezzo: la concessione di una&lt;br /&gt;borsa di studio a 400 ingegneri indiani affinchè si addestrassero alla&lt;br /&gt;tecnologia nucleare negli Stati Uniti. Lo scambio fu accettato e, per&lt;br /&gt;ironia della sorte, la prima bomba atomica indiana fu battezzata col&lt;br /&gt;soprannome di “Buddha sorridente”. Quando i rapporti tra Pechino e&lt;br /&gt;Washington migliorarono, l’attività sovversiva fu temporaneamente&lt;br /&gt;sospesa. Alla popolazione tibetana questa avventura statunitense costò&lt;br /&gt;oltre 87000 morti. Dopo il 1959, le autorità cinesi eliminarono il&lt;br /&gt;sistema di schiavitù, di servitù della gleba e l’utilizzo di mano&lt;br /&gt;d’opera non salariata. Fu eliminato il sistema delle tasse, creato un&lt;br /&gt;nuovo piano di lavoro, furono ridotte in larga parte la disoccupazione&lt;br /&gt;e la miseria. Furono costruiti i soli ospedali esistenti nel paese e un&lt;br /&gt;nuovo sistema educativo, che rompesse con il monopolio che i monasteri&lt;br /&gt;avevano in entrambi i settori. Furono costruiti sistemi di irrigazione&lt;br /&gt;per l’acqua e fu portata l’energia elettrica a Lhasa. Fu inoltre&lt;br /&gt;abolito il sistema delle flagellazioni pubbliche, le mutilazioni e le&lt;br /&gt;amputazioni compiute come forme di punizione dalle autorità religiose.&lt;br /&gt;Dal 1961 centinaia di acri precedentemente posseduti dai signori e dai&lt;br /&gt;Lama furono distribuiti agli affittuari e ai contadini senza terra.&lt;br /&gt;Nelle zone dedicate alla pastorizia, le greggi furono affidate alle&lt;br /&gt;comuni dei poveri e dei pastori. Miglioramenti e investimenti furono&lt;br /&gt;prodotti nell’allevamento del bestiame e per le nuove coltivazioni di&lt;br /&gt;verdure, frumento e orzo che furono introdotti per la prima volta. Con&lt;br /&gt;la pianificazione di un nuovo sistema di irrigazione fu possibile un&lt;br /&gt;notevole incremento della produzione contadina. Una parte della&lt;br /&gt;popolazione rimase comunque religiosa e lasciata in libertà di fare&lt;br /&gt;elemosine al clero, tuttavia la gente non fu più costretta a rendere&lt;br /&gt;omaggio o a fare regali sotto coercizione ai monasteri e ai signori. I&lt;br /&gt;molti monaci costretti negli ordini religiosi fin da bambini furono&lt;br /&gt;lasciati liberi di scegliere se rinunciare o meno alla vita monastica e&lt;br /&gt;così migliaia di persone tornarono alla vita civile. Il clero restante&lt;br /&gt;continuò a vivere contando su minimi stipendi governativi ed un reddito&lt;br /&gt;supplementare guadagnato officiando ai servizi di nozze ed ai funerali.&lt;br /&gt;Si tenga comunque conto che nel consolidare l’autorità sul Tibet, le&lt;br /&gt;stesse autorità cinesi ammettono degli errori, specie nel periodo della&lt;br /&gt;rivoluzione culturale (1966-1976), fase in cui le persecuzioni&lt;br /&gt;religiose raggiunsero un alto picco in tutto il paese. Verso la fine&lt;br /&gt;degli anni ’70 la Cina aveva ottenuto la piena pacificazione della&lt;br /&gt;situazione, provando inoltre a correggere alcuni errori commessi&lt;br /&gt;durante i due decenni precedenti. Nel 1980 il governo iniziò una serie&lt;br /&gt;di riforme destinate ad assegnare al Tibet un grado sempre più elevato&lt;br /&gt;di autonomia. Agli abitanti venne permesso di coltivare propri&lt;br /&gt;appezzamenti di terra, vendere le eccedenze del raccolto, scegliere le&lt;br /&gt;coltivazioni più adatte al proprio sostentamento e a quello del&lt;br /&gt;bestiame. Vennero ripristinate le comunicazioni con il mondo esterno e&lt;br /&gt;i controlli alla frontiera furono facilitati così da permettere ai&lt;br /&gt;tibetani di visitare parenti in India e Nepal. Dalla metà degli anni&lt;br /&gt;’90 il PIL della regione è aumentato del 13% annuo, ossia più degli&lt;br /&gt;eccezionali ritmi di sviluppo dell’intero paese. Le opere edili sono&lt;br /&gt;raddoppiate e il commercio, che fino a dieci anni fa si svolgeva quasi&lt;br /&gt;esclusivamente col limitrofo Nepal, è cresciuto di ben 18 volte&lt;br /&gt;rispetto al 1995. Con gli stessi ritmi si sono sviluppati il sistema&lt;br /&gt;sanitario e quello scolastico (entrambi inesistenti in passato). Nel&lt;br /&gt;2001 il governo di Pechino ha stanziato 65 miliardi di yuan per&lt;br /&gt;finanziare progetti di infrastrutture che permettano ai tibetani di&lt;br /&gt;uscire dal medioevo buddista-lamaista e di approdare al mondo&lt;br /&gt;contemporaneo, usufruendo dei vantaggi del progresso economico e&lt;br /&gt;sociale cinese. Fino a pochi mesi fa l’unica via di comunicazione tra&lt;br /&gt;il Tibet e il resto della Cina era una strada dissestata che partendo&lt;br /&gt;da Golmund consentiva ai camion di accedere a Lhasa in 50-60 ore di&lt;br /&gt;viaggio. Oggi lo stesso percorso si compie in 16 ore sul modernissimo&lt;br /&gt;“treno del cielo” che corre lungo i binari della più alta ferrovia del&lt;br /&gt;pianeta: 1200 km ad un’altitudine di oltre 5000 metri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il carattere feudale e reazionario del Tibet lamaista&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un articolo del marzo 1959 de L’Unità descrive la natura reazionaria&lt;br /&gt;della società tibetana prima dell’arrivo delle truppe di Mao: “Ancora&lt;br /&gt;oggi dopo l’accordo del 1951, questo paese (il Tibet) che si estende&lt;br /&gt;per circa un milione di chilometri quadrati sul più elevato altopiano&lt;br /&gt;del mondo, è retto autocriticamente dai monaci buddisti. E’ una società&lt;br /&gt;feudale, organizzata rigidamente a piramide, al vertice della quale è&lt;br /&gt;il Dalai Lama e alla cui base sono i servi della gleba. Tutto il potere&lt;br /&gt;emana dai monaci dei tre grandi monasteri di Drebung, Sera e Granden,&lt;br /&gt;ed è tra essi che vengono scelti sia i membri del Casiag, il governo&lt;br /&gt;responsabile verso il Dalai Lama, che i funzionari dei Lama”. Il&lt;br /&gt;monastero di Drepung era una delle più estese proprietà terriere del&lt;br /&gt;mondo, era in possesso di 185 feudi, 25000 servi della gleba, 300&lt;br /&gt;grandi pascoli e 16000 guardiani di gregge. La ricchezza dei monasteri&lt;br /&gt;andava ai Lama di più alto rango, molti dei quali giovani rampolli di&lt;br /&gt;famiglie aristocratiche, il basso clero era invece di estrazione&lt;br /&gt;contadina. Questa disuguaglianza classista all’interno della società&lt;br /&gt;tibetana è strettamente paragonabile a quella del clero cristiano&lt;br /&gt;dell’Europa medioevale. All’interno di un quadro simile, è evidente che&lt;br /&gt;anche le autorità militari detenessero un quantitativo consistente di&lt;br /&gt;potere; si pensi ad esempio che il capo dell’esercito possedeva 4000&lt;br /&gt;chilometri quadrati di terra e 3500 servi. I ragazzini tibetani&lt;br /&gt;venivano regolarmente sottratti alle famiglie e condotti nei monasteri&lt;br /&gt;per intraprendere a vita il ruolo di monaci. Tashì-Tsering, un monaco,&lt;br /&gt;riferì che era pratica comune per i bambini contadini essere abusati&lt;br /&gt;sessualmente all’interno delle strutture religiose. Egli stesso fu&lt;br /&gt;vittima di ripetute violenze sessuali perpetrate durante l’infanzia,&lt;br /&gt;non molto tempo dopo che fu introdotto nel monastero, all’età di nove&lt;br /&gt;anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1953 la maggioranza della popolazione rurale, circa 700000 abitanti&lt;br /&gt;su 1250000 totali, era composta da servi della gleba. Vincolati ad un&lt;br /&gt;ristretto apprezzamento, veniva destinata loro soltanto una ristretta&lt;br /&gt;parcella fondiaria necessaria al loro sostentamento. I servi della&lt;br /&gt;gleba e il resto dei contadini dovevano fare a meno dell’istruzione e&lt;br /&gt;delle cure mediche. Trascorrevano la maggior parte del loro tempo a&lt;br /&gt;lavorare per i monasteri, per i singoli Lama e per l’aristocrazia&lt;br /&gt;laica, composta da circa 200 famiglie. Si può dire che erano diretta&lt;br /&gt;proprietà dei signori che gli comandavano quali prodotti coltivare e&lt;br /&gt;quali animali allevare. Non potevano sposarsi senza il consenso del&lt;br /&gt;loro padrone che poteva, a piacimento, allontanare i servi dalla&lt;br /&gt;famiglia, venderli o torturarli a morte. I proprietari terrieri avevano&lt;br /&gt;l’autorità legale di catturare e impiegare metodi coercitivi, fino alla&lt;br /&gt;violenza, per coloro che tentavano la fuga, obbligandoli a tornare&lt;br /&gt;indietro. Secondo la testimonianza di una donna ventiduenne fuggiasca,&lt;br /&gt;tutte le ragazze più graziose della servitù erano solitamente prese dal&lt;br /&gt;proprietario come domestiche e trattate come meglio desiderava; erano&lt;br /&gt;schiave senza alcun diritto. Ogni aspetto del quotidiano era regolato&lt;br /&gt;da rigide forme tributarie: il matrimonio, la nascita di un figlio, la&lt;br /&gt;morte di un congiunto. Era soggetto a imposta chi piantava un nuovo&lt;br /&gt;albero in cortile, chi deteneva animali domestici, chi possedeva vasi&lt;br /&gt;di fiori, chi metteva un campanello al bestiame. C’erano tasse per le&lt;br /&gt;festività religiose: poter ballare, far rullare il tamburo e suonare il&lt;br /&gt;campanello aveva un prezzo. Tasse ulteriori erano destinate per la&lt;br /&gt;carcerazione e la scarcerazione. Chi si spostava da un luogo all’altro&lt;br /&gt;doveva versare una tassa di transito. Perfino i mendicanti e i&lt;br /&gt;disoccupati non erano esenti dal dover versare un contributo. Quando la&lt;br /&gt;gente non era in grado di pagare, i monasteri prestavano denaro con&lt;br /&gt;interesse oscillante tra il 20% e il 50%; qualora l&#039;obbligo non fosse&lt;br /&gt;estinto, il debitore era costretto in un periodo di schiavitù da parte&lt;br /&gt;del monastero. Risulta piuttosto evidente come, nel Tibet feudale, i&lt;br /&gt;debiti e conseguentemente la schiavitù avessero natura ereditaria. Le&lt;br /&gt;dottrine pedagogiche della teocrazia furono funzionali e responsabili&lt;br /&gt;nell’appoggio di questa pratica sociale classista. Fu insegnato ai&lt;br /&gt;poveri e agli afflitti che i propri guai erano causa del comportamento&lt;br /&gt;sciocco e immorale che avevano perpetrato nel corso delle loro vite&lt;br /&gt;precedenti. Dovevano quindi accettare la miseria della loro esistenza&lt;br /&gt;presente come espiazione, così da migliorare la loro reincarnazione&lt;br /&gt;futura. I ricchi consideravano d’altro canto, la loro fortuna come una&lt;br /&gt;ricompensa per una condotta diligente e per la loro virtù esistenziale.&lt;br /&gt;La struttura in caste si manifesta anche dopo la morte: il corpo degli&lt;br /&gt;aristocratici veniva cremato o inumato, i corpi della massa venivano&lt;br /&gt;dati in pasto agli avvoltoi. L’Herald Tribune ha descritto&lt;br /&gt;accuratamente come, durante i funerali di plebei, fosse il sacerdote a&lt;br /&gt;staccare la carne del cadavere pezzo per pezzo per facilitare il&lt;br /&gt;compito degli avvoltoi. La descrizione era minuziosa e seguita da uno&lt;br /&gt;studioso che spiegava tutto in chiave ecologica. Lo stesso studioso si&lt;br /&gt;guardò però bene dall’affermare perché ad un simile contributo abbiano&lt;br /&gt;dovuto contribuire soltanto i plebei. Nel Tibet del Dalai Lama, la&lt;br /&gt;tortura e la mutilazione, compresa l’asportazione dell’occhio e della&lt;br /&gt;lingua, l’azzoppamento e l’amputazione delle braccia e delle gambe,&lt;br /&gt;erano le punizioni principali destinate a ladri, servi fuggiaschi e ad&lt;br /&gt;altre forme di dissenso verso il potere. Dato che infliggere la morte è&lt;br /&gt;contrario alla dottrina buddista, le vittime venivano frustate&lt;br /&gt;severamente e poi “abbandonate a Dio”, vale a dire costrette a morire&lt;br /&gt;nella gelida notte dell’altopiano. Alcuni monasteri detenevano prigioni&lt;br /&gt;private. Con la liberazione della regione da parte del governo cinese,&lt;br /&gt;emersero particolari raccapriccianti. Nelle segrete dei conventi erano&lt;br /&gt;presenti manette di tutte le taglie (comprese quelle di piccola misura&lt;br /&gt;per bambini), strumenti per mozzare nasi e orecchie, altri per spezzare&lt;br /&gt;mani. Per strappare gli occhi era disponibile uno speciale copricapo di&lt;br /&gt;pietra provvisto di due fori, che veniva premuto sulla testa per far si&lt;br /&gt;che gli occhi potessero gonfiare e deformarsi, fuoriuscendo dalle&lt;br /&gt;orbite; tutto questo per semplificare e velocizzare l’asportazione.&lt;br /&gt;Erano presenti congegni per tagliare le rotule e i talloni, per&lt;br /&gt;azzoppare, tizzoni ardenti, scudisci e strumenti speciali per&lt;br /&gt;sventrare. Va anche aggiunto che dalla liberazione del Tibet da parte&lt;br /&gt;dei comunisti a oggi, la speranza di vita degli abitanti della regione&lt;br /&gt;è salita da 35 a 69 anni. Un successo non da poco se si considera che&lt;br /&gt;sotto la teocrazia gli unici farmaci disponibili erano costituiti&lt;br /&gt;dall’urina e la saliva dei monaci. Seguendo l’esempio dei loro compagni&lt;br /&gt;tibetani, a cui sono legati da secoli, i contadini nepalesi sono&lt;br /&gt;insorti nel 1996 per liberarsi dagli stessi rapporti di tipo feudale&lt;br /&gt;che avevano amministrato anche la regione a nord della loro. Ciò che&lt;br /&gt;generalmente oggi viene dimenticato è che, negli anni ’30, i nazisti, e&lt;br /&gt;fra costoro il Reichfuhrer delle SS Heinrich Himmler ritenevano il&lt;br /&gt;Tibet come luogo santo dei sopravvissuti della perduta Atlantide e sito&lt;br /&gt;originario della “pura razza nordica”. All’età di 11 anni il già&lt;br /&gt;designato Dalai Lama ricevette l’amicizia di Heinrich Harrer, membro&lt;br /&gt;del partito nazista e ufficiale delle SS. Al di là dello stereotipo&lt;br /&gt;presentato nel film hollywoodiano interpretato da Brad Pitt, Harrer era&lt;br /&gt;un membro ai vertici delle SS quando divenne insegnante incaricato di&lt;br /&gt;impartire lezioni alla giovane autorità religiosa “sul mondo esterno al&lt;br /&gt;Tibet”. I due rimasero amici fino alla morte dell&#039;austriaco, nel 2006.&lt;br /&gt;Nonostante si sia sempre presentato come difensore dei diritti umani,&lt;br /&gt;per cui vinse il premio nobel per la pace nel 1989 - successo che pensò&lt;br /&gt;giustamente di onorare mediante l’appoggio ai bombardamenti Nato sulla&lt;br /&gt;Jugoslavia - il Dalai Lama ha sempre continuato a frequentare e ha&lt;br /&gt;avuto come consiglieri i membri dell’ex aristocrazia tibetana;&lt;br /&gt;un’aristocrazia che considera il Dalai Lama come unica eterna (per via&lt;br /&gt;delle sue reincarnazioni naturalmente) ed indiscussa autorità religiosa&lt;br /&gt;e temporale, un’aristocrazia che auspica caldamente il ritorno al Tibet&lt;br /&gt;prerivoluzionario. Se l’appoggio incondizionato alla CIA e il&lt;br /&gt;prezzolamento di cui ho parlato nel paragrafo precedente non dovesse&lt;br /&gt;bastare, la frequentazione di ambienti reazionari da parte del “grande&lt;br /&gt;oceano” ha avuto altri picchi di “internazionalismo”. Nel 1999, insieme&lt;br /&gt;a Margareth Tatcher, papa Giovanni Paolo II e George Bush senior, il&lt;br /&gt;Dalai Lama ha fatto appello al governo britannico per liberare l’ex&lt;br /&gt;dittatore fascista cileno Augusto Pinochet, sollecitando che fosse&lt;br /&gt;inviato in Cile, anziché in Spagna, dove lo attendeva un processo per&lt;br /&gt;crimini contro l’umanità. Oggi, principalmente attraverso il “Fondo per&lt;br /&gt;lo sviluppo della democrazia” e altri canali rami della CIA, il&lt;br /&gt;Congresso statunitense continua a assegnare 2 milioni di dollari annui&lt;br /&gt;ai tibetani in India, con altri milioni supplementari per le “attività&lt;br /&gt;democratiche” all’interno della comunità tibetana in esilio. Il Dalai&lt;br /&gt;Lama ottiene anche sostentamento dal finanziere George Soros,&lt;br /&gt;sovvenzionatore della Radio Free Europa-Radio Liberty di proprietà&lt;br /&gt;della CIA, e aveva strettissimi rapporti con il capo del partito&lt;br /&gt;nazionalsocialista cileno, Miguel Serrano, fautore dell’hitlerismo&lt;br /&gt;esoterico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lughi comuni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se il quotidiano Le Monde ha stimato che la Cina è il paese con il più&lt;br /&gt;alto tasso di luoghi comuni al mondo, la regione del tibetana è&lt;br /&gt;certamente uno dei maggiori produttori del paese. Proprio attraverso la&lt;br /&gt;costruzione di una strategia di disinformazione nel corso degli anni,&lt;br /&gt;gli ambienti reazionari e monastici, sponsorizzati dal denaro&lt;br /&gt;statunitense, hanno cercato di giustificare le loro azioni di&lt;br /&gt;destabilizzazione interna contro uno stato sovrano: la Cina. La più&lt;br /&gt;palese falsificazione riguarda la pretesa di indipendenza tibetana.&lt;br /&gt;Nella realtà dei fatti nessun paese, ne l’ONU, riconosce uno status di&lt;br /&gt;indipendenza al Tibet. In aggiunta a questo, da 250 anni a questa parte&lt;br /&gt;qualsiasi governo cinese: sia quello imperiale, sia quello del&lt;br /&gt;Kuomintang, che quello comunista hanno sempre considerato l’area come&lt;br /&gt;parte integrante dello territorio cinese. Nel 1949 il dipartimento di&lt;br /&gt;stato americano pubblicò un libro sulle relazioni USA-Cina a cui&lt;br /&gt;accluse una mappa in cui sia il Tibet che Taiwan figuravano come parti&lt;br /&gt;integranti del paese asiatico. Con l’avvento dei comunisti al potere,&lt;br /&gt;anche le cartine geografiche cambiarono e ogni espediente si dimostrò&lt;br /&gt;essere lecito per indebolire la sovranità nazionale cinese. Risulta&lt;br /&gt;dunque abbastanza chiaro che quella che viene celebrata da Hollywood&lt;br /&gt;come un’occupazione militare, non sia altro che il naturale&lt;br /&gt;consolidamento territoriale di un esercito vincitore al termine di una&lt;br /&gt;sanguinosa guerra civile. Il Dalai Lama è appoggiato all’unanimità&lt;br /&gt;dalla popolazione Tibetana? A darci una risposta, parlando dei fatti&lt;br /&gt;del ‘56 è il testo più anticinese e anticomunista che sia mai stato&lt;br /&gt;scritto: Il libro nero del comunismo, all’interno del quale gli autori&lt;br /&gt;si sono scagliati contro la plebe tibetana colpevole di “essersi&lt;br /&gt;collegata subito col regime comunista” e che, anche all’interno di ampi&lt;br /&gt;settori buddisti, la strategia del Dalai Lama non fu condivisa al punto&lt;br /&gt;che alcuni monaci offrirono supporto ai comunisti. A questo dato va&lt;br /&gt;aggiunto quello di una considerazione che nega statisticamente&lt;br /&gt;l’assioma secondo cui il Dalai Lama risulti essere una sorta di papa&lt;br /&gt;del buddismo mondiale. Il 6% della popolazione mondiale è buddista; di&lt;br /&gt;questo sei per cento il Dalai Lama non è rappresentante del buddismo&lt;br /&gt;zen giapponese, ne di quello del sudest asiatico, tantomeno di quello&lt;br /&gt;cinese. Tirando le somme, il buddismo tibetano rappresenta soltanto&lt;br /&gt;1/60 del 6% mondiale, di questa frazione esistono quattro scuole: una&lt;br /&gt;soltanto tra queste, quella dei berretti gialli (gelugpa), fa&lt;br /&gt;riferimento al Dalai Lama. Oltre a non esser stata condivisa da alcuni&lt;br /&gt;settori religiosi tibetani, la sua causa non ha mai ottenuto&lt;br /&gt;l’unanimità neanche tra i buddisti all’estero. Non molti sapranno che&lt;br /&gt;nel 1992 questa figura è stata oggetto di manifestazioni ostili da&lt;br /&gt;parte della più grande organizzazione buddista presente in Gran&lt;br /&gt;Bretagna che lo accusa di essere un “dittatore spietato” e un&lt;br /&gt;“oppressore della causa religiosa”. Per quanto riguarda la denuncia del&lt;br /&gt;Dalai Lama a riguardo di un presunto genocidio da parte cinese emergono&lt;br /&gt;dati di falsificazioni palesi quanto inquietanti. Patrick French,&lt;br /&gt;mentre era direttore della “Free Tibet Campaign” (Campagna per&lt;br /&gt;l’indipendenza del Tibet) in Inghilterra fu il primo a consultare gli&lt;br /&gt;archivi del governo tibetano in esilio. Le conclusioni da lui tratte lo&lt;br /&gt;portarono a notare l’evidente falsificazione dei dati. Conclusioni che&lt;br /&gt;portarono French a consegnare immediatamente le dimissioni per le&lt;br /&gt;campagne di indipendenza del Tibet. Nelle testimonianze raccolte da&lt;br /&gt;Gyalo Thondrup, fratello del Dalai Lama e agente della CIA, French&lt;br /&gt;constatò che le cifre dei morti erano state aggiustate in seguito.&lt;br /&gt;Mentre la cifra di 1,2 milioni di tibetani uccisi dalle autorità&lt;br /&gt;cinesi, faceva il giro del mondo, French notava che – ad esempio – i&lt;br /&gt;dati di uno stesso scontro armato venivano registrati cinque volte. Il&lt;br /&gt;giornalista affermò inoltre che tutte le cifre di cui era in possesso&lt;br /&gt;riguardavano soltanto la popolazione maschile della regione. Riteneva&lt;br /&gt;impossibile che fossero presenti 1,5 milioni di tibetani maschi&lt;br /&gt;all’epoca perchè un dato simile non sarebbe stato più elevato di oggi,&lt;br /&gt;periodo in cui – sia per i monaci in esilio, che per il governo cinese&lt;br /&gt;– gli abitanti della regione risultano essere 6 milioni di individui,&lt;br /&gt;cioè circa due volte quella del 1954. I dati di alcuni osservatori&lt;br /&gt;internazionali (Banca mondiale e Organizzazione mondiale della sanità)&lt;br /&gt;confermano queste cifre; nonostante la manifesta incongruenza&lt;br /&gt;matematica tuttoggi il Dalai Lama continua a pretendere che 1,2 milioni&lt;br /&gt;di tibetani siano morti a causa dei cinesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un importante tassello geopolitico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E&#039; necessario adesso avviare una riflessione sulle motivazioni che si&lt;br /&gt;intrecciano con la campagna di destabilizzazione cinese. Per la Cina,&lt;br /&gt;la regione tibetana ha un alto valore strategico, non soltanto per il&lt;br /&gt;comprovato potenziale militare che la sua altitudine può offrire in&lt;br /&gt;ambito di guerra missilistica, ne solo per la dislocazione geografica a&lt;br /&gt;ridosso con l&#039;India, il più recente alleato anticinese di Washington,&lt;br /&gt;ma anche per le ingenti risorse sia naturali che quest&#039;area possiede.&lt;br /&gt;Il Tibet contiene tra i più ricchi ed estesi giacimenti di uranio,&lt;br /&gt;litio e di borace al mondo, costituisce il primato asiatico per quanto&lt;br /&gt;concerne i giacimenti di rame e ha più di 80.000 miniere d&#039;oro. Le&lt;br /&gt;foreste tibetane, inoltre, costituiscono la maggiore riserva di legname&lt;br /&gt;cinese. Nel Bacino del Quidam, al confine con la regione autonoma del&lt;br /&gt;Xinjiang esiste una vasta regione petrolifera e mineraria nota come “il&lt;br /&gt;bacino del tesoro”. Quest&#039;area contiene 57 tipi diversi di risorse&lt;br /&gt;minerarie con giacimenti comprovati di petrolio, gas naturale, carbone,&lt;br /&gt;sale grezzo, potassio, magnesio, piombo, sinzo ed oro. Questi siti&lt;br /&gt;minerari hanno un valore economico potenziale di 15 milioni di yuan&lt;br /&gt;(1,8 bilioni di dollari). A questo va aggiunto che la collocazione “sul&lt;br /&gt;tetto del mondo” rende l&#039;area tibetana la più importante riserva&lt;br /&gt;d&#039;acqua del pianeta. Dal Tibet nascono le sorgenti dei sette fiumi più&lt;br /&gt;grandi dell&#039;Asia, che soddisfano il fabbisogno idrico di 2 miliardi di&lt;br /&gt;persone. Chi controlla l&#039;acqua di questa regione ha in mano il&lt;br /&gt;deterrente geopolitico più importante di tutta l&#039;Asia. Risulta a questo&lt;br /&gt;punto evidente che l&#039;area sia un tassello cruciale per intensificare la&lt;br /&gt;destabilizzazione del concorrente da parte dell&#039;amministrazione&lt;br /&gt;americana. Gli altri elementi di questa strategia sono: il tentativo di&lt;br /&gt;accendere una rivoluzione “zafferano” nel Myanmar, la dislocazione di&lt;br /&gt;truppe Nato sotto comando USA in Darfur (dove le compagnie petrolifere&lt;br /&gt;cinesi stanno sviluppando risorse di petrolio potenzialmente enormi),&lt;br /&gt;il contrasto ai rapporti economici che la Cina sta sviluppando nel&lt;br /&gt;resto dell&#039;Africa, il tentativo di trasformazione dell&#039;India nella più&lt;br /&gt;importante base avanzata in Asia, la creazione di tensioni in&lt;br /&gt;Uzbekistan e Kyrgigystan per far crollare gli importanti corridoi&lt;br /&gt;energetici verso il Kazakhstan.&lt;br /&gt;</description>
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		<title>La Cina contro le intromissioni USA in Tibet</title>
		<category>Tibet</category>
		<pubDate>2009-03-10T20:40:21Z</pubDate>
		<description>&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;(ANSA-AFP) - PECHINO, 10 MAR - La Cina ha chiesto oggi&lt;br /&gt;al congresso americano di non esaminare un progetto di risoluzione per&lt;br /&gt;manifestare il sostegno americano al Tibet in occasione del 50/o&lt;br /&gt;anniversario della rivolta contro la presenza cinese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&#039;&#039;La risoluzione proposta al congresso americano da qualche&lt;br /&gt;parlamentare anti-cinese va contro la storia e la realta&#039; del Tibet&#039;&#039;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;, ha detto il portavoce del ministero degli esteri Ma Zhaoxu chiedendo ai deputati americani &lt;em&gt;&#039;&#039;di respingere quest&#039;iniziativa&#039;&#039;&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La risoluzione, che sara&#039; introdotta dal deputato democratico Rush Holt, prevede &lt;em&gt;&#039;&#039;il riconoscimento della disperazione del popolo tibetano in occasione del 50/o anniversario dell&#039;esilio del Dalai&lt;/em&gt; Lama&#039;&#039; e invita a &lt;em&gt;&#039;&#039;compiere uno sforzo multilaterale per trovare una soluzione duratura e pacifica alla questione del Tibet&#039;&#039;&lt;/em&gt;. La risoluzione, in corso d&#039;esame al congresso, rivolge inoltre un appello al governo cinese &lt;em&gt;&#039;&#039;affinche&#039; risponda alle iniziative del Dalai Lama per trovare una soluzione alla situazione tibetana&#039;&#039;&lt;/em&gt;.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;</description>
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		<title>Tibet - Mito e Storia</title>
		<category>Tibet</category>
		<pubDate>2009-03-10T19:19:20Z</pubDate>
		<description>&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;La Libreria Orientalia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;è lieta di invitarla alla &lt;br /&gt;presentazione del libro edito da Stampa Alternativa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;TIBET - MITO E &lt;br /&gt;STORIA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Interverrà l&#039;autore Pietro Angelini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venerdì 13 marzo, ore &lt;br /&gt;19,00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Libreria Orientalia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Via Cairoli, 63&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;00185 Roma&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tel. 06 &lt;br /&gt;4464956&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://mail.google.com/mail/?ui=2&amp;amp;ik=32e8f7f0ef&amp;amp;view=att&amp;amp;th=11fdc4592b35d712&amp;amp;attid=0.1&amp;amp;disp=emb&amp;amp;zw&quot; border=&quot;0&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;139&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;Troppo spesso &lt;br /&gt;ostaggio dei miti che l’Occidente ha messo in vendita nei supermercati del nuovo &lt;br /&gt;materialismo spirituale, il Tibet viene descritto come un paradiso perduto. Un &lt;br /&gt;luogo popolato da saggi monaci non-violenti, vittime inermi di un “genocidio” da &lt;br /&gt;parte dei cinesi, che sembrano incarnare tutto il male possibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo una &lt;br /&gt;visione opposta, fino agli anni ‘50 era invece una specie di Stato canaglia, una &lt;br /&gt;teocrazia fanatica e integralista governata da leggi barbare e sorretta da un &lt;br /&gt;rigido sistema feudale di servitù della gleba. Ma i due punti di vista sono &lt;br /&gt;ugualmente fuorvianti, perché eludono la complessità delle vicende storiche che &lt;br /&gt;cinquant’anni fa hanno determinato l’esilio del Dalai Lama e la nascita della &lt;br /&gt;questione tibetana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo libro racconta il Paese delle Nevi dai primi miti &lt;br /&gt;agli ultimi tragici avvenimenti, le radici del conflitto coi cinesi, così come &lt;br /&gt;la vera storia del Tibet.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un resoconto fuori dal coro – sorretto da &lt;br /&gt;un’impressionante documentazione – sulle vicende passate e le prospettive future &lt;br /&gt;di una cultura unica al mondo e di un popolo sull’orlo &lt;br /&gt;dell’estinzione.&amp;quot;&lt;br /&gt;</description>
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		<title>Pericolo provocazioni in Tibet</title>
		<category>Tibet</category>
		<pubDate>2009-02-23T10:42:23Z</pubDate>
		<description>Questi sono giorni frenetici in Cina. Infatti la doppia ricorrenza del capodanno tibetano e quella della rivolta del Dalai Lama, potrebbero essere sfruttate  per creare scontri e destabilizzare l&#039;altopiano tibetano. Gli stessi monaci tibetani cercano di controllare le frange estremistiche e violente della popolazione, per evitare che possano organizzare azioni violente, obbligando la polizia cinese a ristabilire la Pace. Purtroppo i poteri internazionali, che hanno l&#039;obiettivo di far sorgere problemi fra Cina e Tibet cosi da poter influire in quella zona tanto importante geopoliticamente e geoeconomicamente, spingono nella direzione opposta, interessati come sono a creare violenza e destabilizzazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una conferma giunge dalle trasmissioni di questi giorni dalla radio &amp;quot;free Asia&amp;quot; che ha il suo quartier generale a Washington e diffonde in CIna e nel resto dell&#039;asia imperativi legati agli interessi statunitensi.&lt;br /&gt;</description>
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		<title>Monaci incitano alla violenza</title>
		<category>Tibet</category>
		<pubDate>2009-01-03T20:46:34Z</pubDate>
		<description>Gli ultimi giorni del 2008, sono segnati dal giro di vite del governo cinese nei confronti di circa 40 militanti, che sono stati fermati per l&#039;attività di incitamento alla violenza. Questi monaci, osteggiati anche dal Dalai Lama, continuano a seminare violenza e provocazioni per colpire politicamente il governo Cinese impegnato nella pacificazione.&lt;br /&gt;</description>
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		<title>Il percorso della fiaccola olimpica</title>
		<category>Tibet</category>
		<pubDate>2008-06-19T18:18:26Z</pubDate>
		<description>PECHINO (18 giugno) - Il Comitato organizzatore dei giochi olimpici di&lt;br /&gt;Pechino ha fatto sapere che sabato 21 giugno la fiaccola passerà da&lt;br /&gt;Lhasa, la capitale del Tibet. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La fiaccola a Kashgar. &lt;/strong&gt;Tra eccezionali misure di sicurezza, la&lt;br /&gt;fiaccola olimpica è passata da Kashgar, città simbolo del nazionalismo&lt;br /&gt;degli uighuri, la minoranza etnica di religione musulmana presente&lt;br /&gt;nella provincia cinese dello Xinjiang.&lt;br /&gt;</description>
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		<title>La Cina rispetta il diritto</title>
		<category>Tibet</category>
		<pubDate>2008-06-19T18:15:27Z</pubDate>
		<description>(ANSA) - PECHINO, 19 GIU - Le autorita&#039; cinesi tratteranno i tibetani arrestati durante le manifestazioni dei mesi scorsi &#039;secondo la legge&#039;. Cosi&#039; la portavoce del ministero estero cinese Jiang Yu.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo modo la Cina fa capire come le procedure messe in atto siano le normali procedure legali, eche le accuse messe nei suoi confronti non sono altro che pilotate politicamente.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;</description>
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		<title>La fiaccola delle olimpiadi sull'everest</title>
		<category>Tibet</category>
		<pubDate>2008-05-06T21:21:16Z</pubDate>
		<description>PECHINO - La fiaccola olimpica è arrivata a Macao, dove è stata accolta da centinaia di persone festanti che sventolavano bandierine cinese e urlavano &#039;vai, Pechino, vai&#039;. Un gruppo di studenti universitari ha innalzato cartelli contro la Cnn, accusata come altri mezzi d&#039; informazione occidentali di non aver riportato con obiettività le notizia sulla rivolta in corso in Tibet da quasi due mesi. La sicurezza è severa e si prevede che lo sarà anche domani a Sanya, la prima località della Repubblica Popolare Cinese ad essere toccata dalla staffetta della fiaccola dopo le proteste che l&#039; hanno caratterizzata nel suo viaggio per il mondo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PRONTI PER L&#039;EVEREST - Sulla montagna più alta del mondo da ieri sta nevicando e il gruppo di alpinisti che dovrebbe portarla sulla cima più alta del mondo - che i locali chiamano Qomolangma - è bloccato nel campo base delle spedizioni, a 6.500 metri. I meterologi segnalano che le nevicate sull&#039; Everest possono protrarsi per alcuni giorni. Per ora, la scalata alla vetta di 8.848 metri è solo rimandata. &lt;strong&gt;Porteranno la fiaccola in cima decine di  scalatori di cui più della metà tibetani.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;</description>
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		<title>China slams Dalai Lama</title>
		<category>Tibet</category>
		<pubDate>2008-05-06T11:16:14Z</pubDate>
		<description>&lt;p class=&quot;mainhead&quot;&gt;&lt;br /&gt;China slams Dalai Lama &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class=&quot;bodytext&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;BEIJING: China’s state press on Monday accused the&lt;br /&gt;Dalai Lama of “monstrous crimes,” keeping up its fiery rhetoric&lt;br /&gt;against the exiled spiritual Tibetan leader despite agreeing to&lt;br /&gt;maintain dialogue with him.&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class=&quot;bodytext&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;Chinese officials and two envoys&lt;br /&gt;of the Dalai Lama met in southern China on Sunday for their first&lt;br /&gt;talks in over a year following global pressure on Beijing to reopen&lt;br /&gt;negotiations amid seven weeks of deadly unrest in Tibet.&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class=&quot;bodytext&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;But China, which has blamed the&lt;br /&gt;Dalai Lama for the unrest that erupted in Tibet’s capital, Lhasa&lt;br /&gt;on March 14 and spread to Tibetan-populated regions around the&lt;br /&gt;country, showed no signs that the talks had changed its position.&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class=&quot;bodytext&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;“Following the March 14&lt;br /&gt;incident in Lhasa, the Dalai has not only refused to admit his&lt;br /&gt;monstrous crimes, but he has continued to perpetuate fraud,” an&lt;br /&gt;article in Monday’s state Tibet Daily said.&lt;img src=&quot;http://www.manilatimes.net/images2/etc/dot.gif&quot; border=&quot;0&quot; width=&quot;8&quot; height=&quot;7&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;--AFP&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;</description>
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		<title>Cina: il Dalai Lama sia sincero e i colloqui continueranno</title>
		<category>Tibet</category>
		<pubDate>2008-05-06T11:05:04Z</pubDate>
		<description>(AGI) - Pechino, 6 mag. - Un &amp;quot;inizio&amp;quot;, un &amp;quot;buon primo passo&amp;quot;: cosi&#039;, rispettivamente, le autorita&#039; cinesi e gli emissari del governo tibetano in esilio hanno definito i colloqui, i primi dallo scoppio della nuova crisi in Tibet lo scorso marzo, intercorsi tra le due parti domenica e ieri a Shenzhen, nel sud della Cina. Secondo Pechino, tuttavia, spetta al Dalai Lama creare le condizioni affinche&#039; gli incontri possano proseguire: &amp;quot;Voglio sottolineare che gli attuali contatti costituiscono soltanto un inizio&amp;quot;, ha dichiarato Qin Gang, portavoce del ministero degli Esteri, in quello che e&#039; stato il primo commento ufficiale del regime della Repubblica Popolare sui colloqui a Shenzhen. &amp;quot;I contatti del governo centrale con il Dalai Lama sono sinceri&amp;quot;, ha proseguito Qin, &amp;quot;e finche&#039; il Dalai Lama dara&#039; a sua volta prova di sincerita&#039;, specialmente con le proprie azioni, allora tali contatti continueranno&amp;quot;.&lt;br /&gt;</description>
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		<title>Pechino pronta al confronto con il Tibet</title>
		<category>Tibet</category>
		<pubDate>2008-04-28T11:42:53Z</pubDate>
		<description>&lt;h1&gt;Pechino pronta al confronto con il Tibet&lt;/h1&gt;&lt;br /&gt;&lt;h2&gt;Un funzionario: «Sì ad incontro con rappresentanti del Dalai Lama». Il portavoce dei monaci: noi favorevoli&lt;/h2&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PECHINO (Cina) - Mentre la fiaccola olimpica arriva in Giappone, dove in concomitanza con il passaggio del simbolo dei Giochi sono attese nuove contestazioni, sul fronte diplomatico si aprono spiragli per un alleggerimento delle tensioni tra Cina e Tibet. Il governo di Pechino prevede infatti di incontrare nei prossimi giorni un rappresentante del Dalai Lama. A riferirlo è l&#039;agenzia di stampa cinese Xinhua-Nuova Cina.&lt;br /&gt;IL CONFRONTO CINA-TIBET - L&#039;incontro, secondo quanto riferisce l&#039;agenzia, sarebbe stato programmato su richiesta dello stesso Dalai Lama. «Alla luce delle richieste avanzate dal Dalai Lama per una ripresa dei colloqui - riferisce una nota della Nuova Cina, citando una fonte anonima - i dipartimenti competenti del governo centrale avvieranno nei prossimi giorni contatti e consultazioni con un rappresentante privato del Dalai Lama». La stessa fonte anonima avrebbeaggiunto che «ci si augura che attraverso i contatti e le consultazioni il Dalai Lama prenderà iniziative credibili per fermare le attività volte a dividere la Cina, e per smettere di disturbare e sabotare i Giochi Olimpici di Pechino in modo da creare le condizioni per il dialogo».&lt;br /&gt;I MONACI E I BOICOTTAGGI - Una presa di posizione, quella del funzionario citato dall&#039;agenzia, dai toni tutt&#039;altro che incoraggianti. Lo stesso Dalai Lama, infatti, in diverse occasioni aveva preso posizione contestando l&#039;opzione del boicottaggio dell&#039;Olimpiade, ipotizzata invece da vari esponenti politici in diverse nazioni del mondo. E le contestazioni al passaggio della fiamma olimpica sono spesso promosse da gruppi e associazioni che operano nel campo dei diritti umanitari. Il fatto che vi possa essere un incontro è tuttavia un primo segnale di apertura al confronto.&lt;br /&gt;DALAI LAMA FAVOREVOLE - Un portavoce del Dalai Lama, Tenzin Taklha, ha reagito affermando di non sapere nulla a quanto annunciato dell&#039;agenzia cinese. «Non disponiamo di qualsivoglia informazione circa la volontà della Cina d&#039;incontrare rappresentanti di Sua Santità», ha dichiarato Takhla da Dharamsala, la cittadina nel nord dell&#039;India dove il Dalai Lama vive in esilio dal &#039;59, e in cui ha sede anche il governo tibetano esiliato. «Siamo sempre pronti ad accogliere un invito - ha in ogni caso aggiunto Takla -. Non ci tiriamo indietro, ma fino ad ora nessuno ci ha contattato. Sua Santità ha più volte affermato che è pronto ad incontrare faccia a faccia inviati del governo cinese. Lui considera questa l&#039;unica strada per risolvere la questione tibetana». &lt;br /&gt;</description>
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		<title>La Cina oscura il sito della CNN</title>
		<category>Tibet</category>
		<pubDate>2008-04-23T12:16:25Z</pubDate>
		<description>&lt;font&gt;&lt;font face=&quot;Arial&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class=&quot;StileOriononlineok&quot;&gt;&lt;br /&gt;Il sito web&lt;br /&gt;della Cnn e’ oggi inaccessibile dalla Cina, dopo che il governo cinese&lt;br /&gt;ha protestato formalmente con i dirigenti della rete televisiva&lt;br /&gt;americana per le affermazioni del commentatore Jack Cafferty.&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Il direttore dell’ ufficio di Pechino della Cnn, Jaime FlorCruz, ha&lt;br /&gt;affermato di essere stato convocato dal ministero degli esteri, dove&lt;br /&gt;gli e’ stata espressa “l’ indignazione” del governo cinese per le&lt;br /&gt;affermazioni del commentatore. Il comunicato con quale ieri la Cnn ha affermato di “non aver voluto offendere la Cina” e’ stato giudicato insufficiente da Pechino.&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Nel corso della trasmissione, Cafferty ha sostenuto che “i cinesi&lt;br /&gt;sono gli stessi teppisti e disgraziati che erano 50 anni fa” perche’&lt;br /&gt;“ci avvelenano con i giocattoli al piombo e con il cibo per animali&lt;br /&gt;avariato”, in un chiaro riferimento agli scandali nei quali sono stati&lt;br /&gt;coinvolti i cinesi negli ultimi dodici mesi. In quello che ha definito&lt;br /&gt;un “chiarimento”, Cafferty ha in seguito precisato di essere riferito&lt;br /&gt;al governo, e non al popolo cinese.&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Il blocco del sito della Cnn viene pochi giorni dopo che e’ stato&lt;br /&gt;nuovamente reso accessibile quello della rete televisiva britannica&lt;br /&gt;Bbc, boicottato per una decina d’ anni a causa, si ritiene, di un&lt;br /&gt;servizio che mostrava in luce negativa il figlio dell’ ex-leader Jiang&lt;br /&gt;Zemin.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;(&lt;a href=&quot;http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=80826&quot;&gt;http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=80826&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;</description>
		<guid>http://tibet.blogattivo.com/Tibet-b1/La-Cina-oscura-il-sito-della-CNN-b1-p51.htm</guid>
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		<title>Cina e America: l'Operazione psicologica dei diritti umani in Tibet</title>
		<category>Tibet</category>
		<pubDate>2008-04-23T12:07:55Z</pubDate>
		<description>&lt;table border=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; cellpadding=&quot;3&quot; width=&quot;100%&quot;&gt;&lt;br /&gt;	&lt;tbody&gt;&lt;br /&gt;		&lt;tr&gt;&lt;br /&gt;			&lt;td class=&quot;ttitoli&quot; valign=&quot;top&quot;&gt;Cina e America: l&#039;Operazione psicologica dei diritti umani in Tibet&lt;/td&gt;&lt;br /&gt;		&lt;/tr&gt;&lt;br /&gt;		&lt;tr&gt;&lt;br /&gt;			&lt;td valign=&quot;middle&quot;&gt;&lt;span class=&quot;tautore&quot;&gt; :::: 22 Aprile 2008 :::: 7:09 T.U. :::: Analisi :::: Michel Chossudovsky&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;br /&gt;		&lt;/tr&gt;&lt;br /&gt;		&lt;tr&gt;&lt;br /&gt;			&lt;td valign=&quot;top&quot;&gt;&lt;br /&gt;			&lt;p class=&quot;ttesto&quot;&gt;&lt;br /&gt;			&lt;em&gt;&lt;strong&gt;di Michel Chossudovsky&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			La questione dei diritti umani è diventata il cavallo di battaglia della disinformazione mediatica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			La&lt;br /&gt;			Cina non è un paese modello per quanto riguarda i diritti umani ma non&lt;br /&gt;			lo sono neanche gli Stati Uniti e il loro indefettibile alleato&lt;br /&gt;			britannico, responsabili di molti crimini di guerra e violazioni dei&lt;br /&gt;			diritti umani in Iraq e in tutto il mondo. Gli Stati Uniti e i loro&lt;br /&gt;			alleati, che promuovono la tortura, gli omicidi politici e la creazione&lt;br /&gt;			di campi di detenzione segreti, continuano a essere presentati&lt;br /&gt;			all&#039;opinione pubblica come un modello di democrazia occidentale da&lt;br /&gt;			emulare, contrariamente alla Russia, all&#039;Iran, alla Corea del Nord e&lt;br /&gt;			alla Repubblica Popolare Cinese. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Due pesi e due misure&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Mentre&lt;br /&gt;			si mettono in evidenza le presunte violazioni dei diritti umani della&lt;br /&gt;			Cina in Tibet, non si fa parola della recente ondata di uccisioni in&lt;br /&gt;			Iraq e in Palestina. I media occidentali hanno a malapena ricordato il&lt;br /&gt;			quinto “anniversario” della “liberazione” dell&#039;Iraq e il bilancio delle&lt;br /&gt;			uccisioni e delle atrocità perpetrate dagli Stati Uniti contro&lt;br /&gt;			un&#039;intera popolazione nel nome di una “guerra globale al terrorismo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Ci&lt;br /&gt;			sono stati più di 1,2 milioni di morti tra i civili iracheni, e 3&lt;br /&gt;			milioni di feriti. Secondo le cifre dell&#039;Alto Commissariato delle&lt;br /&gt;			Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) 2,2 milioni di profughi iracheni&lt;br /&gt;			sono fuggiti dal loro paese e 2,4 milioni sono sfollati al suo interno:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			“La&lt;br /&gt;			popolazione dell&#039;Iraq al momento dell&#039;invasione statunitense nel marzo&lt;br /&gt;			del 2003 era all&#039;incirca di 27 milioni, e oggi è circa di 23 milioni.&lt;br /&gt;			Un semplice calcolo aritmetico indica che attualmente più di metà della&lt;br /&gt;			popolazione irachena è sfollata, bisognosa di assistenza, ferita o&lt;br /&gt;			morta”. (Dahr Jamail, Global Research, December 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;strong&gt;Lo scacchiere geopolitico&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Dietro la campagna contro il governo cinese ci sono profondi e radicati obiettivi geopolitici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			I&lt;br /&gt;			piani di guerra di Stati Uniti, NATO e Israele contro l&#039;Iran sono a uno&lt;br /&gt;			stadio avanzato. La Cina ha legami economici ed estesi accordi di&lt;br /&gt;			cooperazione militare bilaterale con l&#039;Iran. Inoltre la Cina è anche un&lt;br /&gt;			alleato della Russia, del Kazakistan, del Kirghizistan, del Tagikistan&lt;br /&gt;			e dell&#039;Uzbekistan nell&#039;ambito della Shanghai Cooperation Organization&lt;br /&gt;			(SCO). Dal 2005 l&#039;Iran fa parte della SCO con il rango di “osservatore”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			A&lt;br /&gt;			sua volta la SCO ha legami con la Collective Security Treaty&lt;br /&gt;			Organization (CSTO), un&#039;intesa di cooperazione militare tra Russia,&lt;br /&gt;			Armenia, Bielorussia, Uzbekistan, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Nell&#039;ottobre&lt;br /&gt;			dello scorso anno la CSTO e la SCO hanno firmato un Memorandum di&lt;br /&gt;			Intesa che ha gettato le basi di una cooperazione militare tra le due&lt;br /&gt;			organizzazioni. Questo accordo tra SCO e CSTO, a malapena citato dai&lt;br /&gt;			mezzi di informazione occidentali, comporta la creazione di un&#039;alleanza&lt;br /&gt;			militare a tutti gli effetti tra la Cina, la Russia e gli altri stati&lt;br /&gt;			membri di SCO/CSTO. Vale la pena di notare che la SCTO e la SCO nel&lt;br /&gt;			2006 hanno effettuato esercitazioni militari congiunte in coincidenza&lt;br /&gt;			con quelle condotte dall&#039;Iran. (Per ulteriori dettagli si veda Michel&lt;br /&gt;			Chossudovsky, Russia and Central Asian Allies Conduct War Games in&lt;br /&gt;			Response to US Threats, Global Research, August 2006) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Nell&#039;ambito&lt;br /&gt;			dei piani di guerra contro l&#039;Iran, gli Stati Uniti mirano anche a&lt;br /&gt;			indebolire gli alleati dell&#039;Iran, in particolare la Russia e la China.&lt;br /&gt;			Nel caso della Cina, Washington sta cercando di mettere in crisi i&lt;br /&gt;			legami bilaterali con Teheran e l&#039;avvicinamento di quest&#039;ultima alla&lt;br /&gt;			SCO, che ha il proprio quartier generale a Pechino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			La Cina è un&lt;br /&gt;			alleato dell&#039;Iran. L&#039;intento di Washington è quello di usare le&lt;br /&gt;			presunte violazioni dei diritti umani di Pechino come un pretesto per&lt;br /&gt;			colpire la Cina, alleata con l&#039;Iran.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Sotto questo aspetto,&lt;br /&gt;			un&#039;operazione militare diretta contro l&#039;Iran può avere successo solo se&lt;br /&gt;			viene colpita la struttura delle alleanze militari che legano l&#039;Iran&lt;br /&gt;			alla Cina e alla Russia. Il Cancelliere tedesco Otto von Bismarck lo&lt;br /&gt;			capì benissimo con riferimento alla struttura delle alleanze militari&lt;br /&gt;			rivali prima della prima guerra mondiale. La Triplice Alleanza era un&lt;br /&gt;			accordo firmato nel 1882 tra la Germania, l&#039;Impero Austro-Ungarico e&lt;br /&gt;			l&#039;Italia. Nel 1907 un accordo anglo-russo aprì la strada alla&lt;br /&gt;			formazione della Triplice Intesa costituita da Francia, Regno Unito e&lt;br /&gt;			Russia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			La Triplice Alleanza si concluse nel 1914 quando&lt;br /&gt;			l&#039;Italia si ritirò e si dichiarò neutrale, portando così allo scoppio&lt;br /&gt;			della prima guerra mondiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			La storia fa capire l&#039;importanza&lt;br /&gt;			delle alleanze militari contrapposte. Nel contesto attuale, gli Stati&lt;br /&gt;			Uniti e i loro alleati della NATO stanno cercando di minare la&lt;br /&gt;			formazione di un&#039;alleanza eurasiatica SCO-CSTO che sarebbe ben capace&lt;br /&gt;			di sfidare e contenere l&#039;espansionismo militare degli Stati Uniti e&lt;br /&gt;			della NATO in Eurasia mettendo insieme il potenziale militare non solo&lt;br /&gt;			di Russia e Cina, ma anche di varie ex-repubbliche sovietiche, tra cui&lt;br /&gt;			la Bielorussia, l&#039;Armenia, il Kazakistan, il Tagikistan, l&#039;Uzbekistan e&lt;br /&gt;			il Kirghizistan. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;strong&gt;Accerchiare la Cina&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Con&lt;br /&gt;			l&#039;eccezione della sua frontiera settentrionale che confina con la&lt;br /&gt;			Federazione Russia, la Mongolia e il Kazakistan, la Cina è circondata&lt;br /&gt;			da basi militari statunitensi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Il corridoio eurasiatico &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Fin&lt;br /&gt;			dall&#039;invasione e occupazione dell&#039;Afghanistan nel 2001, gli Stati Uniti&lt;br /&gt;			mantengono una presenza militare sul confine occidentale della Cina, in&lt;br /&gt;			Afghanistan e in Pakistan. Gli Stati Uniti mirano a costituire basi&lt;br /&gt;			militari permanenti in Afghanistan, che occupa una posizione strategica&lt;br /&gt;			confinando con le ex-repubbliche sovietiche, la Cina e l&#039;Iran.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Inoltre&lt;br /&gt;			a partire dal 1996 gli Stati Uniti e la NATO hanno anche stretto&lt;br /&gt;			accordi militari con diverse ex-repubbliche sovietiche con il progetto&lt;br /&gt;			GUUAM (Georgia, Ucraina, Uzbekistan, Azerbaijan Azerbaigian e&lt;br /&gt;			Moldavia). Dopo l&#039;11 settembre Washington ha usato il pretesto della&lt;br /&gt;			“guerra globale contro il terrorismo” per sviluppare ulteriormente la&lt;br /&gt;			presenza militare degli Stati Uniti nei paesi del GUUAM. L&#039;Uzbekistan&lt;br /&gt;			si è ritirato dal GUUAM nel 2002. (Adesso l&#039;organizzazione si chiama&lt;br /&gt;			GUAM).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			La Cina ha interessi petroliferi in Eurasia come pure&lt;br /&gt;			nell&#039;Africa sub-sahariana, e questi interessi sono in conflitto con gli&lt;br /&gt;			interessi petroliferi anglo-americani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			La posta in gioco è il controllo geopolitico del corridoio eurasiatico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Nel&lt;br /&gt;			marzo del 1999 il Congresso degli Stati Uniti adottò il Silk Road&lt;br /&gt;			Strategy Act (Documento Strategico per la Via della Seta) che definiva&lt;br /&gt;			i vasti interessi economici e strategici dell&#039;America in una regione&lt;br /&gt;			che andava dal Mediterraneo Orientale all&#039;Asia Centrale. La Silk Road&lt;br /&gt;			Strategy (SRS) delinea un quadro di sviluppo dell&#039;impero finanziario&lt;br /&gt;			americano lungo un esteso corridoio geografico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Il successo della&lt;br /&gt;			SRS richiede la contestuale “militarizzazione” del corridoio&lt;br /&gt;			eurasiatico come strumento per assicurarsi il controllo sulle grandi&lt;br /&gt;			riserve di gas e greggio e per “proteggere” le rotte dell&#039;energia e i&lt;br /&gt;			corridoi commerciali. Questa militarizzazione è soprattutto condotta&lt;br /&gt;			contro la Cina, la Russia e l&#039;Iran.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			La militarizzazione del Mare&lt;br /&gt;			Cinese Meridionale e dello Stretto di Taiwan è anch&#039;essa parte&lt;br /&gt;			integrante di questa strategia che, dopo l&#039;11 settembre, consiste nella&lt;br /&gt;			proiezione “su diversi fronti”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Inoltre dopo la fine della Guerra&lt;br /&gt;			Fredda la Cina resta il potenziale obiettivo di un attacco nucleare&lt;br /&gt;			preventivo degli Stati Uniti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Nella Nuclear Posture Review (NPR)&lt;br /&gt;			del 2002, la Cina e la Russia sono identificate, insieme a una lista di&lt;br /&gt;			“stati canaglia”, come i potenziali obiettivi di un attacco nucleare&lt;br /&gt;			preventivo messo in atto dagli Stati Uniti. La Cina viene definita&lt;br /&gt;			dalla NPR come “un paese che potrebbe essere coinvolto in una&lt;br /&gt;			contingenza immediata o potenziale”. In particolare, la Nuclear Posture&lt;br /&gt;			Review cita uno scontro militare sullo status di Taiwan come uno degli&lt;br /&gt;			scenari che potrebbero indurre Washington a impiegare armi nucleari&lt;br /&gt;			contro la Cina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			La Cina è stata accerchiata: l&#039;esercito degli Stati&lt;br /&gt;			Uniti è presente nel Mare Cinese Meridionale e nello Stretto di Taiwan,&lt;br /&gt;			nella Penisola Coreana e nel Mar del Giappone, come pure all&#039;interno&lt;br /&gt;			dell&#039;Asia Centrale e sul confine occidentale della regione autonoma&lt;br /&gt;			cinese dello Xinjiang-Uigur. Inoltre, sempre per quanto riguarda&lt;br /&gt;			l&#039;accerchiamento della Cina, “il Giappone ha gradualmente uniformato e&lt;br /&gt;			armonizzato le sue politiche militari con quelle degli Stati Uniti e&lt;br /&gt;			della NATO”. (Si veda Mahdi Darius Nazemroaya, Global Military&lt;br /&gt;			Alliance: Encircling Russia and China, Global Research, 10 May 2007)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Indebolire la Cina dall&#039;interno: supporto clandestino ai movimenti secessionisti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Coerentemente&lt;br /&gt;			con la sua politica volta a indebolire e minare la Repubblica Popolare&lt;br /&gt;			Cinese, Washington appoggia i movimenti secessionisti del Tibet e della&lt;br /&gt;			regione autonoma dello Xinjiang-Uigur, che confina con il Pakistan&lt;br /&gt;			nord-orientale e l&#039;Afghanistan.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Nello Xinjiang-Uigur i servizi&lt;br /&gt;			segreti pachistani (ISI), collegati con la CIA, appoggiano diverse&lt;br /&gt;			organizzazioni islamiche. Queste ultime comprendono il Partito&lt;br /&gt;			Riformista Islamico, l&#039;Alleanza per l&#039;Unità Nazionale del Turkestan&lt;br /&gt;			orientale, l&#039;Organizzaione uigura per la Liberazione e il Partito&lt;br /&gt;			uiguro del Jihad Centro-Asiatico. Varie di queste organizzazioni&lt;br /&gt;			islamiche hanno ricevuto supporto e addestramento da Al Qaeda, che è&lt;br /&gt;			una struttura di intelligence sponsorizzata dagli Stati Uniti.&lt;br /&gt;			L&#039;obiettivo dichiarato di queste organizzazioni islamiche con base in&lt;br /&gt;			Cina è la “costituzione di un califfato islamico nella regione” (per&lt;br /&gt;			ulteriori dettagli si veda Michel Chossudovsky, America&#039;s War on&lt;br /&gt;			Terrorism, Global Research, Montreal, 2005, Chapter 2).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			“Il&lt;br /&gt;			califfato integrerebbe l&#039;Uzbekistan, il Tagikistan, il Kirghizistan&lt;br /&gt;			(Turkestan Occidentale) e la regione autonoma uigura (Turkestan&lt;br /&gt;			Orientale) in un&#039;unica entità politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Il &#039;progetto del califfato&#039;&lt;br /&gt;			va contro la sovranità territoriale cinese. Supportato da varie&lt;br /&gt;			&#039;fondazioni&#039; wahabite dei paesi del Golfo, il separatismo sul confine&lt;br /&gt;			occidentale della Cina è ancora una volta coerente con gli interessi&lt;br /&gt;			strategici degli Stati Uniti nell&#039;Asia Centrale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Intanto un potente gruppo di pressione negli Stati Uniti fa arrivare il proprio supporto alle forze separatiste del Tibet.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Promuovendo&lt;br /&gt;			tacitamente la secessione della regione dello Xinjiang-Uigur (con i&lt;br /&gt;			servizi segreti pakistani come intermediari), Washington sta tentando&lt;br /&gt;			di innescare un processo più ampio di destabilizzazione politica della&lt;br /&gt;			Repubblica Popolare Cinese. Oltre a queste operazioni clandestine, gli&lt;br /&gt;			Stati Uniti hanno creato basi militari in Afghanistan e in alcune&lt;br /&gt;			ex-repubbliche sovietiche, proprio sul confine occidentale della Cina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			La&lt;br /&gt;			militarizzazione del Mare Cinese Meridionale e dello Stretto di Taiwan&lt;br /&gt;			è anch&#039;essa parte integrante di questa strategia”. (Ibid)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			I disordini di Lhasa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			I&lt;br /&gt;			violenti disordini di metà marzo nella capitale del Tibet sono stati&lt;br /&gt;			accuratamente orchestrati. Sono stati seguiti immediatamente da una&lt;br /&gt;			campagna di disinformazione mediatica supportata da dichiarazioni&lt;br /&gt;			politiche dei leader occidentali contro la Cina. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Ci sono elementi&lt;br /&gt;			che fanno pensare che i servizi segreti statunitensi abbiano agito&lt;br /&gt;			dietro le quinte in quella che vari osservatori hanno descritto come&lt;br /&gt;			un&#039;operazione attentamente premeditata. (Si veda sotto la nostra&lt;br /&gt;			analisi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			I fatti di metà marzo a Lhasa non sono stati un movimento&lt;br /&gt;			di protesta spontaneo e “pacifico” come hanno scritto i media&lt;br /&gt;			occidentali. Le rivolte che hanno coinvolto una banda di criminali&lt;br /&gt;			erano premeditate. Erano state attentamente pianificate. Gli attivisti&lt;br /&gt;			tibetani in India legati al governo del Dalai Lama in esilio “hanno&lt;br /&gt;			accennato al fatto che si aspettavano i disordini. Ma si rifiutano di&lt;br /&gt;			elaborare come facessero a saperlo o chi vi avesse collaborato”.&lt;br /&gt;			(Guerilla News)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Le immagini non suggeriscono tanto una&lt;br /&gt;			manifestazione di protesta di massa quanto una rivolta guidata da poche&lt;br /&gt;			centinaia di individui. I monaci buddisti sono stati coinvolti nei&lt;br /&gt;			disordini. Secondo il China Daily (31 marzo 2008), dietro alle violenze&lt;br /&gt;			c&#039;era anche il Congresso della Gioventù Tibetana, con base in India,&lt;br /&gt;			considerato dalla Cina un&#039;organizzazione affiliata al Dalai Lama che&lt;br /&gt;			pratica la linea dura. I campi d&#039;addestramento del Congresso della&lt;br /&gt;			Gioventù Tibetana sono finanziati dal National Endowment for Democracy&lt;br /&gt;			(NED). (si veda il testo delle audizioni al Congresso sull&#039;appoggio&lt;br /&gt;			fornito dal NED al Congresso della Gioventù Tibetana)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			VIDEO: i disordini in Tibet, cosa è veramente successo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			I&lt;br /&gt;			filmati confermano che sono stati colpiti, percossi e in alcuni casi&lt;br /&gt;			uccisi dei civili. La maggior parte delle vittime era costituita da&lt;br /&gt;			cinesi Han. Almeno dieci persone sono morte carbonizzate in seguito a&lt;br /&gt;			incendi dolosi, secondo le dichiarazioni del governo del Tibet. Queste&lt;br /&gt;			dichiarazioni sono state confermate dai resoconti dei testimoni&lt;br /&gt;			oculari. Secondo un servizio del People&#039;s Daily:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			“cinque commessi di&lt;br /&gt;			un negozio di abbigliamento sono morti carbonizzati prima di riuscire a&lt;br /&gt;			fuggire. Un uomo alto 1 metro e 70 di nome Zuo Yuancun è stato ridotto&lt;br /&gt;			a brandelli di pelle carbonizzata e ossa. Un lavoratore migrante è&lt;br /&gt;			stato colpito al fegato dai criminali. Una donna è stata percossa&lt;br /&gt;			violentemente dagli aggressori e le è stato tagliato via un orecchio”.&lt;br /&gt;			(People&#039;s Daily, March 22, 2008) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Nel frattempo i media occidentali&lt;br /&gt;			descrivevano con disinvoltura i saccheggi e i roghi come una&lt;br /&gt;			“manifestazione pacifica” repressa con la forza dalle autorità cinesi.&lt;br /&gt;			Non ci sono notizie precise (né nelle fonti cinesi, né in quelle&lt;br /&gt;			occidentali) sul numero di vittime causate dalla repressione messa in&lt;br /&gt;			atto dalle forze di polizia cinesi. I servizi occidentali indicano uno&lt;br /&gt;			spiegamento nella capitale del Tibet di più di 1000 soldati e&lt;br /&gt;			poliziotti a bordo di carri armati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Sono stati attaccati&lt;br /&gt;			esercizi e scuole, e incendiate auto. Secondo fonti cinesi ci sono&lt;br /&gt;			stati 22 morti e 623 feriti. “I rivoltosi hanno incendiato più di 300&lt;br /&gt;			edifici, soprattutto case private, negozi e scuole, e hanno fatto a&lt;br /&gt;			pezzi automobili e danneggiato strutture pubbliche”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			La&lt;br /&gt;			pianificazione delle rivolte è stata coordinata con la campagna di&lt;br /&gt;			disinformazione mediatica che accusava le autorità cinesi di avere&lt;br /&gt;			istigato i saccheggi e i roghi. Il Dalai Lama ha accusato Pechino di&lt;br /&gt;			aver “travestito da monaci le sue truppe” per dare l&#039;impressione che&lt;br /&gt;			dietro le rivolte ci fossero i monaci buddhisti. Le accuse si basavano&lt;br /&gt;			su una fotografia risalente a quattro anni fa che ritrae dei soldati&lt;br /&gt;			che si accingono a vestirsi da monaci per uno spettacolo (si veda il&lt;br /&gt;			South China Morning Post, 4 aprile 2008).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			“Il quotidiano&lt;br /&gt;			continentale [il People&#039;s Daily] ha scritto che le forze di sicurezza&lt;br /&gt;			che hanno spento le rivolte di Lhasa non avrebbero potuto indossare le&lt;br /&gt;			uniformi mostrate nella fotografia perché si trattava di uniformi&lt;br /&gt;			estive, inadatte al clima rigido di marzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Ha anche spiegato che la&lt;br /&gt;			Polizia Armata del Popolo nel 2005 era passata alle nuove uniformi,&lt;br /&gt;			caratterizzate dalle mostrine sulle spalle. Gli ufficiali armati&lt;br /&gt;			mostrati nella foto indossavano le vecchie uniformi, abbandonate nel&lt;br /&gt;			2005... L&#039;agenzia di stampa Xinhua ha detto che la fotografia era stata&lt;br /&gt;			scattata durante uno spettacolo anni fa, quando i soldati prima di&lt;br /&gt;			esibirsi avevano preso in prestito gli abiti dei monaci”. (Ibid)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			L&#039;accusa&lt;br /&gt;			del Dalai Lama secondo la quale le autorità cinesi avrebbero istigato&lt;br /&gt;			le rivolte, che è stata ripresa dalla stampa occidentale, è supportata&lt;br /&gt;			dalla dichiarazione di un ex funzionario del Partito Comunista, Ruan&lt;br /&gt;			Ming, che “afferma che il Partito Comunista Cinese ha orchestrato&lt;br /&gt;			sapientemente i disordini in Tibet per costringere il Dalai Lama a&lt;br /&gt;			dimettersi e per giustificare la futura repressione dei tibetani. Ruan&lt;br /&gt;			Ming in passato scriveva i discorsi dell&#039;ex-segretario generale del&lt;br /&gt;			Partito Comunista Hu Yaobang”. (citato in The Epoch Times).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Il ruolo dei servizi segreti statunitensi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			L&#039;organizzazione&lt;br /&gt;			dei disordini di Lhasa fa parte di uno schema coerente. Costituisce un&lt;br /&gt;			tentativo di innescare conflitti etnici in Cina e fa gli interessi&lt;br /&gt;			della politica estera statunitense.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Che parte hanno avuto i servizi segreti statunitensi nell&#039;attuale ondata di proteste per il Tibet? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Data&lt;br /&gt;			la natura segreta delle operazioni di intelligence, non ci sono prove&lt;br /&gt;			tangibili di un coinvolgimento diretto della CIA. Tuttavia alcune&lt;br /&gt;			organizzazioni tibetane legate al “governo in esilio” del Tibet sono&lt;br /&gt;			notoriamente supportate dalla CIA e/o dal National Endowment for&lt;br /&gt;			Democracy (NED), braccio civile della CIA.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Il coinvolgimento della&lt;br /&gt;			CIA nel supportare segretamente il movimento secessionista tibetano&lt;br /&gt;			risale alla metà degli anni Cinquanta. Il Dalai Lama è stato sul libro&lt;br /&gt;			paga della CIA dalla fine degli anni Cinquanta fino al 1974: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			“La&lt;br /&gt;			CIA condusse una campagna su vasta scala contro i comunisti cinesi in&lt;br /&gt;			Tibet a partire dal 1956. Questo portò nel 1959 a una rivolta&lt;br /&gt;			sanguinosa e disastrosa in cui persero la vita decine di migliaia di&lt;br /&gt;			tibetani, mentre il Dalai Lama e circa 100.000 seguaci furono costretti&lt;br /&gt;			a fuggire attraverso i passi Himalayani in India e in Nepal. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			La&lt;br /&gt;			CIA creò a Camp Hale, nei pressi di Leadville, Colorado, USA, un campo&lt;br /&gt;			di addestramento militare segreto per i guerriglieri del Dalai Lama. I&lt;br /&gt;			guerriglieri tibetani furono addestrati ed equipaggiati dalla CIA per&lt;br /&gt;			combattere e compiere operazioni di sabotaggio contro i comunisti&lt;br /&gt;			cinesi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			I guerriglieri addestrati negli Stati Uniti condussero&lt;br /&gt;			regolarmente incursioni in Tibet, guidati a volte da mercenari della&lt;br /&gt;			CIA e con il supporto degli aerei della CIA. Il programma di&lt;br /&gt;			addestramento iniziale si concluse nel dicembre del 1961, anche se&lt;br /&gt;			sembra che il campo del Colorado sia rimasto aperto fino al 1966. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			La&lt;br /&gt;			Task Force tibetana della CIA creata da Roger E. McCarthy, insieme&lt;br /&gt;			all&#039;esercito tibetano, proseguì l&#039;operazione (nome in codice ST CIRCUS)&lt;br /&gt;			di disturbo delle truppe cinesi per altri 15 anni fino al 1974, quando&lt;br /&gt;			il coinvolgimento sancito ufficialmente cessò.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			McCarthy, che fu&lt;br /&gt;			anche capo della Task Force tibetana all&#039;apice della sua attività dal&lt;br /&gt;			1959 al 1961, passò poi a condurre operazioni simili in Vietnam e nel&lt;br /&gt;			Laos. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Verso la metà degli anni Sessanta la CIA cambiò&lt;br /&gt;			strategia: dopo aver paracadutato per anni guerriglieri e spie sul&lt;br /&gt;			Tibet passò alla costituzione del Chusi Gangdruk, un esercito di circa&lt;br /&gt;			2000 guerriglieri di etnia khamba, in basi come Mustang nel Nepal. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Questa base fu chiusa solo nel 1974 dal governo nepalese dopo forti pressioni di Pechino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Dopo&lt;br /&gt;			la Guerra d&#039;Indocina del 1962, la CIA sviluppò stretti legami con i&lt;br /&gt;			servizi segreti indiani, sia per l&#039;addestramento che per la fornitura&lt;br /&gt;			di agenti in Tibet”. (Richard Bennett, Tibet, the &#039;great game&#039; and the&lt;br /&gt;			CIA, Global Research, March 2008)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Il National Endowment for Democracy (NED)  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Il&lt;br /&gt;			National Endowment for Democracy (NED), che fa pervenire aiuti&lt;br /&gt;			finanziari ai gruppi di opposizione stranieri filo-americani, ha avuto&lt;br /&gt;			un ruolo significativo nell&#039;innescare “rivoluzioni di velluto” utili&lt;br /&gt;			agli interessi geopolitici ed economici di Washington.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Il NED, anche&lt;br /&gt;			se formalmente non fa parte della CIA, svolge un&#039;importante funzione di&lt;br /&gt;			intelligence nella sfera dei partici politici e delle organizzazioni&lt;br /&gt;			non governative. Venne creato nel 1983, quando la CIA era accusata di&lt;br /&gt;			corrompere politici e di formare organizzazioni della società civile&lt;br /&gt;			fasulle. Secondo Allen Weinstein, che fu il responsabile della&lt;br /&gt;			costituzione del NED durante l&#039;amministrazione Reagan: “Molto di quello&lt;br /&gt;			che facciamo noi oggi 25 anni fa veniva fatto segretamente dalla CIA”.&lt;br /&gt;			(Washington Post, Sept. 21, 1991).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Il NED opera attraverso quattro&lt;br /&gt;			organi fondamentali: il National Democratic Institute for International&lt;br /&gt;			Affairs (NDIIA), l&#039;International Republican Institute (IRI), l&#039;American&lt;br /&gt;			Center for International Labor Solidarity (ACILS) e il Center for&lt;br /&gt;			International Private Enterprise. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Il NED ha finanziato le&lt;br /&gt;			organizzazioni della “società civile” venezuelane che hanno tentato un&lt;br /&gt;			golpe contro il presidente Hugo Chavez. Ad Haiti il NED ha finanziato i&lt;br /&gt;			gruppi d&#039;opposizione che stavano dietro l&#039;insurrezione armata che ha&lt;br /&gt;			contribuito alla deposizione del presidente Bertrand Aristide nel&lt;br /&gt;			febbraio del 2004. Il colpo di stato di Haiti è stato il risultato di&lt;br /&gt;			un&#039;operazione militare e di intelligence attentamente orchestrata. (Si&lt;br /&gt;			veda Michel Chossudovsky, The Destabilization of Haiti, Global&lt;br /&gt;			Research, February 2004)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Il NED finanzia varie organizzazioni per il&lt;br /&gt;			Tibet sia all&#039;interno sia fuori della Cina. La principale&lt;br /&gt;			organizzazione pro-Dalai Lama per l&#039;indipendenza del Tibet finanziata&lt;br /&gt;			dal NED è l&#039;International Campaign for Tibet (ICT), fondata a&lt;br /&gt;			Washington nel 1988. L&#039;ICT ha sedi a Washington, Amsterdam, Berlino e&lt;br /&gt;			Bruxelles. Diversa dalle altre organizzazioni per il Tibet finanziate&lt;br /&gt;			dalla NED, l&#039;ICT ha strettissimi legami e aree comuni con il NED e il&lt;br /&gt;			Dipartimento di Stato USA:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			“Alcuni direttori dell&#039;ICT sono anche&lt;br /&gt;			membri dell&#039;establishment impegnato nella &#039;promozione della&lt;br /&gt;			democrazia&#039;, come Bette Bao Lord (che presiede Freedom House e dirige&lt;br /&gt;			il Freedom Forum), Gare A. Smith (che è stato vice segretario aggiunto&lt;br /&gt;			al Bureau of Democracy, Human Rights and Labor del Dipartimento di&lt;br /&gt;			Stato), Julia Taft (ex-direttore del NED, ex segretario di stato&lt;br /&gt;			aggiunto e coordinatore speciale per le questioni tibetane, ha lavotato&lt;br /&gt;			per l&#039;USAID ed è stata anche presidente e amministratore delegato di&lt;br /&gt;			InterAction), e infine Mark Handelman (che è anche direttore della&lt;br /&gt;			National Coalition for Haitian Rights, un&#039;organizzazione il cui lavoro&lt;br /&gt;			è ideologicamente legato agli interventi del NED ad Haiti).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Anche&lt;br /&gt;			del consiglio dell&#039;ICT fanno parte due persone strettamente legate al&lt;br /&gt;			NED, Harry Wu e Qiang Xiao (che è l&#039;ex-direttore esecutivo&lt;br /&gt;			dell&#039;organizzazione Human Rights in China, finanziata dal NED).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Il&lt;br /&gt;			consiglio internazionale dell&#039;ICT comprende anch&#039;esso famosi&lt;br /&gt;			&#039;democratici&#039; come Vaclav Havel, Fang Lizhi (che almeno nel 1995 era&lt;br /&gt;			tra i dirigenti di Human Rights in China), Jose Ramos-Horta (che è nel&lt;br /&gt;			consiglio internazionale del Democracy Coalition Project), Kerry&lt;br /&gt;			Kennedy (che è direttore del China Information Center, finanziato dal&lt;br /&gt;			NED), Vytautas Landsbergis (patrocinatore della neoconservatrice Henry&lt;br /&gt;			Jackson Society, con sede in Gran Bretagna – v. Clark, 2005), e fino&lt;br /&gt;			alla morte avvenuta di recente, la &#039;levatrice dei neocon&#039; Jeane J.&lt;br /&gt;			Kirkpatrick (che era anche legata a realtà &#039;democratiche&#039; come Freedom&lt;br /&gt;			House e la Foundation for the Defense of Democracies)”. (Michael&lt;br /&gt;			Barker, &amp;quot;Democratic Imperialism&amp;quot;: Tibet, China, and the National&lt;br /&gt;			Endowment for Democracy Global Research, August 13, 2007)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Tra le&lt;br /&gt;			altre organizzazioni per il Tibet finanziate dal NED ci sono la&lt;br /&gt;			Students for a Free Tibet (SFT) di cui abbiamo già parlato. La SFT è&lt;br /&gt;			stata costituita nel 1994 a New York City “come progetto dell&#039;US Tibet&lt;br /&gt;			Committee e dell&#039;International Campaign for Tibet (ICT), finanziata dal&lt;br /&gt;			NED. La SFT è nota per aver steso uno striscione di 140 metri sulla&lt;br /&gt;			Grande Muraglia” (F. William Engdahl, Risky Geopolitical Game:&lt;br /&gt;			Washington Plays ‘Tibet Roulette’ with China, Global Research, April&lt;br /&gt;			2008). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			La SFT, insieme ad altre cinque organizzazioni per il&lt;br /&gt;			Tibet, lo scorso gennaio ha proclamato “l&#039;inizio di una &#039;sollevazione&lt;br /&gt;			del popolo tibetano&#039;... e ha contribuito a creare un ufficio temporaneo&lt;br /&gt;			per il suo coordinamento e finanziamento”. (Ibid)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			“Il NED finanzia&lt;br /&gt;			anche il Tibet Multimedia Center per &#039;la diffusione delle informazioni&lt;br /&gt;			relative alla lotta per i diritti umani e la democrazia in Tibet&#039;,&lt;br /&gt;			basato anch&#039;esso a Dharamsala. E sempre il NED finanzia anche il&lt;br /&gt;			Tibetan Center for Human Rights and Democracy”. (Ibid)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			C&#039;è una&lt;br /&gt;			divisione di compiti tra la CIA e il NED. Mentre la CIA fornisce&lt;br /&gt;			segretamente supporto a gruppi ribelli paramilitari armati e a&lt;br /&gt;			organizzazioni terroristiche, il NED finanzia i partiti politici della&lt;br /&gt;			“società civile” e le organizzazioni non governative per instaurare la&lt;br /&gt;			“democrazia americana” nel resto del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Il NED è, per così dire,&lt;br /&gt;			il “braccio civile” della CIA. Gli interventi di CIA e NED nelle varie&lt;br /&gt;			parti del mondo sono caratterizzati da uno schema ricorrente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Operazione psicologica: screditare la leadership cinese&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			L&#039;obiettivo&lt;br /&gt;			a breve termine è quello di screditare la leadership cinese nei mesi&lt;br /&gt;			che precedono i Giochi Olimpici di Pechino, usando la campagna in Tibet&lt;br /&gt;			per distrarre l&#039;opinione pubblica dalla guerra in Medio Oriente e dai&lt;br /&gt;			crimini di guerra commessi da Stati Uniti, NATO e Israele.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Le&lt;br /&gt;			presunte violazioni cinesi dei diritti umani vengono messe in evidenza&lt;br /&gt;			per dare un volto umano alla guerra degli Stati Uniti in Medio Oriente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			I&lt;br /&gt;			piani di guerra promossi dagli Stati Uniti contro l&#039;Iran vengono ora&lt;br /&gt;			giustificati con il rifiuto di Teheran di conformarsi alle richieste&lt;br /&gt;			della “comunità internazionale”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Con il Tibet in prima pagina la vera crisi umanitaria in Medio Oriente non fa più notizia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Più&lt;br /&gt;			in generale, si distorce l&#039;intera questione dei diritti umani: le&lt;br /&gt;			realtà sono capovolte, i numerosi crimini commessi dagli Stati Uniti e&lt;br /&gt;			dai loro alleati sono nascosti o giustificati come strumenti proteggere&lt;br /&gt;			la società contro i terroristi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Nel valutare le violazioni dei&lt;br /&gt;			diritti umani sono stati introdotti due pesi e due misure. In Medio&lt;br /&gt;			Oriente il massacro di civili viene classificato come danno&lt;br /&gt;			collaterale. È giustificato come parte della “guerra globale al&lt;br /&gt;			terrorismo”. Si dice che le vittime sono responsabili della loro stessa&lt;br /&gt;			morte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			La torcia olimpica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			La manifestazioni di protesta nelle&lt;br /&gt;			capitali occidentali contro le violazioni cinesi dei diritti umani sono&lt;br /&gt;			state organizzate con grande tempestività.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Sembra ora possibile che&lt;br /&gt;			si verifichi un boicottaggio parziale dei Giochi Olimpici. Il ministro&lt;br /&gt;			degli esteri francese Bernard Kouchner (che sostiene gli interessi&lt;br /&gt;			americani e fa parte del Gruppo Bilderberg), ha proposto il&lt;br /&gt;			boicottaggio della cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici. Secondo&lt;br /&gt;			Kouchner l&#039;idea andrebbe discussa durante un incontro dei ministri&lt;br /&gt;			degli esteri dell&#039;Unione Europea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			La torcia olimpica è stata accesa&lt;br /&gt;			in Grecia durante una cerimonia turbata dagli “attivisti pro-tibetani”.&lt;br /&gt;			L&#039;azione è stata promossa da “Reporter Senza Frontiere”, organizzazione&lt;br /&gt;			che ha noti legami con i servizi segreti statunitensi. (Si veda Diana&lt;br /&gt;			Barahona, Reporters Without Borders Unmasked, May 2005). “Reporter&lt;br /&gt;			Senza Frontiere” riceve finanziamenti anche dal National Endowment for&lt;br /&gt;			Democracy (NED).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			La torcia olimpica è simbolica. L&#039;Operazione&lt;br /&gt;			psicologica consiste nel prendere di mira la torcia nei mesi che&lt;br /&gt;			precedono i Giochi Olimpici di Pechino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			A ogni tappa di questo processo la leadership cinese viene denigrata dai media occidentali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Implicazioni economiche globali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			La campagna per il Tibet contro la leadership cinese potrebbe avere dei contraccolpi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Ci&lt;br /&gt;			troviamo nel punto critico della più grave crisi economica e&lt;br /&gt;			finanziaria della storia moderna. La crisi è strettamente connessa con&lt;br /&gt;			l&#039;avventura militare promossa dagli Stati Uniti in Medio Oriente e&lt;br /&gt;			nell&#039;Asia Centrale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			La Cina ha un ruolo strategico per quanto&lt;br /&gt;			riguarda l&#039;espansionismo militare statunitense. Per ora non ha&lt;br /&gt;			esercitato il suo potere di veto al Consiglio di Sicurezza delle&lt;br /&gt;			Nazioni Unite in merito alle varie risoluzioni del Consiglio promosse&lt;br /&gt;			dagli Stati Uniti e dirette contro l&#039;Iran.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			La Cina ha anche un ruolo centrale nel sistema economico e finanziario globale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			In&lt;br /&gt;			seguito a un surplus commerciale da record, la Cina ora ha 1,5 milioni&lt;br /&gt;			di miliardi di dollari in strumenti di debito statunitensi (compresi&lt;br /&gt;			Buoni di Tesoro). Dunque è in grado di mandare in crisi i mercati&lt;br /&gt;			valutari internazionali. Il dollaro statunitense crollerebbe&lt;br /&gt;			ulteriormente se la Cina dovesse vendere i suoi titoli di debito&lt;br /&gt;			denominati in dollari. (Per ulteriori dettagli si veda F. William&lt;br /&gt;			Engdahl, op. cit.) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Inoltre la Cina è il maggior produttore di una&lt;br /&gt;			vasta gamma di beni lavorati che costituiscono, per l&#039;Occidente, una&lt;br /&gt;			quota consistente del consumo domestico mensile. I giganti occidentali&lt;br /&gt;			della vendita al dettaglio contano sul flusso continuo e ininterrotto&lt;br /&gt;			di articoli di consumo a basso costo dalla Cina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Per i paesi&lt;br /&gt;			occidentali l&#039;ingresso della Cina nelle strutture globali del&lt;br /&gt;			commercio, dell&#039;investimento, della finanza e dei diritti di proprietà&lt;br /&gt;			intellettuale della World Trade Organization (WTO) è fondamentale. Se&lt;br /&gt;			Pechino decidesse di ridurre le sue esportazioni negli Stati Uniti di&lt;br /&gt;			prodotti “Made in China”, l&#039;ormai fragile base produttiva americana non&lt;br /&gt;			sarebbe in grado di colmare il divario, almeno non nell&#039;immediato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Inoltre&lt;br /&gt;			gli Stati Uniti e i loro alleati come il Regno Unito, la Germania, la&lt;br /&gt;			Francia e il Giappone hanno importanti interessi nel settore degli&lt;br /&gt;			investimenti in Cina. Nel 2001 gli Stati Uniti e la Cina hanno firmato&lt;br /&gt;			un accordo commerciale bilaterale in attesa dell&#039;ingresso della Cina&lt;br /&gt;			nella WTO. Questo accordo consente agli investitori statunitensi,&lt;br /&gt;			comprese le principali istituzioni finanziarie di Wall Street, di&lt;br /&gt;			posizionarsi nel sistema finanziario di Shanghai e nel mercato bancario&lt;br /&gt;			cinese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Ma se sotto certi aspetti la Cina è ancora la “colonia della&lt;br /&gt;			produzione a basso costo” dell&#039;Occidente, i rapporti della Cina con il&lt;br /&gt;			sistema commerciale globale non sono assolutamente inalterabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			I&lt;br /&gt;			rapporti della Cina con il capitalismo globale hanno le proprie radici&lt;br /&gt;			nella “Politica della Porta Aperta” formulata nel 1979. (Michel&lt;br /&gt;			Chossudovsky, Towards Capitalist Restoration. Chinese Socialism after&lt;br /&gt;			Mao, Macmillian, London, 1986, chapters 7 and 8)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Fin dagli anni&lt;br /&gt;			Ottanta la Cina è diventata per i mercati occidentali il principale&lt;br /&gt;			fornitore di prodotti industriali. Qualsiasi minaccia rivolta contro la&lt;br /&gt;			Cina e/o qualsiasi iniziativa militare diretta contro gli alleati&lt;br /&gt;			eurasiatici della Cina, compreso l&#039;Iran, potrebbe compromettere le&lt;br /&gt;			esportazioni cinesi di articoli di consumo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			La base industriale&lt;br /&gt;			della Cina, orientata all&#039;esportazione, è fonte di formidabile&lt;br /&gt;			ricchezza per le economie capitaliste avanzate. Da dove viene la&lt;br /&gt;			ricchezza della famiglia Walton, proprietaria di WalMart? WalMart non&lt;br /&gt;			produce niente. Importa articoli economici “Made in China” e li rivende&lt;br /&gt;			sul mercato al dettaglio statunitense a un prezzo moltiplicato per&lt;br /&gt;			dieci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Questo processo di sviluppo basato sulle importazioni ha&lt;br /&gt;			permesso ai paesi “industrializzati” occidentali di chiudere gran parte&lt;br /&gt;			delle loro fabbriche. A loro volta, le industrie cinesi con manodopera&lt;br /&gt;			a basso costo servono a generare i profitti multimiliardari delle&lt;br /&gt;			corporazioni occidentali, compresi i giganti della vendita al dettaglio&lt;br /&gt;			che comprano oppure delocalizzano la loro produzione in Cina. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Qualsiasi&lt;br /&gt;			minaccia di natura militare diretta contro la Cina potrebbe avere&lt;br /&gt;			conseguenze economiche devastanti, ben peggiori della nota spirale&lt;br /&gt;			ascendente del prezzo del greggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;strong&gt;Traduzione a cura di Manuela Vittorelli&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Michel Chossudovsky&lt;/strong&gt; dirige il Centro per la Ricerca sulla Globalizzazione. Ha scritto vari bestseller internazionali, tra cui &lt;strong&gt;The Globalization of Poverty and the New World Order&lt;/strong&gt;, Global Research, 2003 e &lt;strong&gt;America&#039;s &amp;quot;War on Terrorism&amp;quot;&lt;/strong&gt;, Global Research, 2005. È collaboratore dell&#039;Encyclopedia Britannica. I suoi scritti sono stati tradotti in più di 20 lingue.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Michel Chossudovsky&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;			è anche autore del primo studio esaustivo sulla restaurazione del&lt;br /&gt;			capitalismo in Cina, pubblicato più di vent&#039;anni fa, Michel&lt;br /&gt;			Chossudovsky, &lt;strong&gt;Towards Capitalist Restoration. Chinese Socialism after Mao&lt;/strong&gt;, Macmillian, London, 1986. È appena tornato da un viaggio in Cina. È stato a Shanghai e Pechino nel marzo del 2008. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Fonte:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;			Global Research, 13 aprile 2008&lt;br /&gt;			&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;			&lt;/td&gt;&lt;br /&gt;		&lt;/tr&gt;&lt;br /&gt;	&lt;/tbody&gt;&lt;br /&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;</description>
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